Terzo scrutinio: trattative più serie e nuovi nomi quirinabili

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(M.B.) Calano le schede bianche, diremmo finalmente: 412 su 978 votanti. A giudicare dai risultati di ieri, Mattarella si direbbe il favorito dai grandi elettori, con 125 voti, ma il presidente in carica ribadisce che “no”: sarebbe politicamente sbagliato, oltre a non volerlo per scelta personale. Nelle stesse ore i capi delle diverse forze politiche aprono le trattative e fanno le loro proposte: come previsto nelle precedenti ore, Salvini fa avanti il nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati, ma il centrosinistra si oppone. La discussione verte ora intorno ad altri. Pier Ferdinando Casini è papabile, gode di buona popolarità in Parlamento, ma il suo nome rimane divisivo: una parte dei Cinque Stelle minaccia addirittura di lasciare la maggioranza. La discussione intorno a Draghi si intrica: serve che rimanga a capo del governo, ma si considera anche l’opzione che salga al Colle lasciando Palazzo Chigi a Elisabetta Belloni. Il cui nome compare comunque in serata tra i quirinabili. Nel frattempo la voce avanzata dal quotidiano “Il foglio”, subito smentita, del colloquio di Salvini con l’accademico Cassese. E Giorgia Meloni, che spinge i suoi verso Guido Crosetto, contro l’indicazione da parte del capo della Lega di votare scheda bianca: il risultato sono i 114 voti per il candidato di Fratelli d’Italia. Insomma, l’esito delle trattative di ieri è rassicurante ma non troppo, l’indecisione è ancora tanta, ma i nomi iniziano a emergere un po’ più limpidamente. Per lo meno è quello che si spera.

Oggi la quarta votazione a partire dalle 11:00: non sarà più richiesta la maggioranza qualificata, ma quella assoluta, ovvero il cinquanta percento più uno degli elettori. Forse il quorum a 505 voti faciliterà le cose per i grandi elettori.

 

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