TAVERNOLA – SCENARI – RIAPRE TUTTO: cementificio e strada per Parzanica. E scende in campo… Telespazio

La notizia è confermata: riapre tutto appena ultimato il posizionamento delle reti paramassi a monte del cementificio e della strada per Parzanica. Ci sono state difficoltà da parte dell’Impresa Bettineschi nel reperire le reti, ma adesso tutto sembra risolto e i lavori procedono, per fine mese, inizio giugno, i lavori saranno finiti e a quel punto il Comune di Tavernola riaprirà definitivamente la strada per Parzanica e il Cementificio da parte sua potrà riaprire (con assunzione di personale). “Il movimento è sulla parte centrale di un millimetro e mezzo al giorno, sulle altre due parti laterali è fermo, salvo su quella che tutti chiamano ‘casa del delitto’ ma non c’entra con tutto il movimento franoso di cui stiamo parlando”. Romeo Lazzaroni consigliere delegato al Territorio sta seguendo ovviamente lo scenario giorno per giorno. Il consiglio comunale di lunedì 17 maggio è stata solo l’occasione per fare il punto sulla situazione generale. Sono due questioni diverse in balle:  una è quella della minaccia della frana, l’altra è quella del cementificio e del suo futuro. Ma vanno distinte. La minoranza che aveva richiesto il consiglio comunale adesso precisa con Roberto Martinelli: “Abbiamo fatto presente alla maggioranza che il Piano di emergenza non è ancora pronto. Ci hanno risposto che lo stanno completando. Abbiamo chiesto spiegazioni su una lettera del sindaco in cui fa ipotesi sul futuro del cementificio e la riposta è stta il ribadire l’ovvietà, vale a dire che la decisione sul chiudere o meno è della stessa proprietà, non certo dell’amministrazione. Ci è stato spiegato che si stanno spotando i materiali pericolosi più in alto, sottraendoli all’eventuale movimento franoso che li trascinerebbero a lago. Ma abbiamo soprattutto chiesto come mai si siano arenate le trattative sulla riqualificazione del complesso industriale, l’ipotesi in campo della riduzione della strattura di un terzo. La maggioranza dice che tocca alla Regione muoversi e che l’emergenza ha fatto rinviare il tutto. Noi stiamo aspettando che sollecitino…”.

Nel frattempo, sottolinea Silvio Bonomelli consigliere delegato a Comunicazione e Rapporti con le Associazioni “L’on. Denis Dori (Movimento 5 Stelle) è riuscito a coinvolgere Telespazio, una società genovese che è una perla italiana nel settore e che opera in tutto il mondo, che si è impegnata a fare i rilievi satellitari sulla profondità della frana. E non solo, anche la Marina Italiana si è resa disponibile per i rilievi sulla ‘curva’ a lago”. Vale a dire come il lago in quella zona cambia per profondità. Quello della profondità della frana e della profondità del lago in zona sono i dati che sono sempre mancati e che alimentano ipotesi catastrofiche, fino a quando non si sa che profondità ha l’eventuale frana (e adesso anche la “curva” che fa il terreno sotto il lago) non si può nemmeno calcolare il pericolo che deriverebbe dallo smottamento e gli scenari apocalittici sulla sua caduta a lago.

Nel frattempo ci sono ben 4 Università che stanno studiando il “come” rimuovere il pericolo e si sono presi 90 giorni per dare alla Regione una risposta. Il Ministero della Transizione Ecologica è sempre pronto a finanziare gli eventuali interventi su richiesta della Regione. ..

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