TAVERNOLA – Raccolta fondi per “Arché” di Padre Bettoni

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Per festeggiare Padre Giuseppe Bettoni (dei Padri Sacramentini) i Tavernolesi hanno preparato due banchetti (in due domeniche diverse) con offerte varie donate dai negozianti del paese e da alcuni privati.

Padre Giuseppe ha gradito molto il pensiero, e soprattutto lo gradiranno le persone delle quali si occupa: senza casa, fuorusciti da Stati liberticidi, ex drogati ancora sensibili al richiamo dalle “sostanze” e perciò sempre in pericolo, giovani senza genitori che vivono allo sbando…

iI “banchetto” preparato per “ARCHÉ”, l’Ente Benefico costruito da don Giuseppe per venire incontro ai poveri è stato molto affollato.

Era un banchetto “povero”, ma era ricoperto di “doni” per bambini e di oggetti di semplice uso per la casa: asciugamani, posate e attrezzi vari per la cucina e per il bagno, tovaglioli e tovagliette… spumiglie e biscotti, penne biro e caramelle: insomma, chi voleva investire dei soldi comprandosi qualcosa, sapeva di lasciare un dono a Padre Giuseppe che l’avrebbe reso utile per ARCHE’.

Luisa Balducchi con Mariella Foresti si sono date da fare per accontentare tutti gli acquirenti. Don Bettoni ha già fondato in Roma una “casa Archè” per i nuovi poveri.

 

Arché, fondata nel 1991

Padre Giuseppe Bettoni è nato a Tavernola Bergamasca e appartiene all’ordine dei Padri Sacramentini. Nel 1984 è a Milano come Vicario della Parrocchia Sant’Angela Merici, che servirà come parroco dal 1996 al 2010, e nel 1989 inizia ad occuparsi del problema della tossicodipendenza dei giovani del quartiere.

Col tempo, l’attenzione dei volontari e di padre Giuseppe si sposta sui bambini sieropositivi; molti di loro hanno contratto la malattia dai genitori e le famiglie in cui vivono spesso non sono in grado di seguirli: padre Giuseppe e i volontari si impegnano quotidianamente sia con loro che con i fratelli/sorelle sieronegativi.

In quegli anni il gruppo si rafforza fino a quando, nel 1991, dà ufficialmente vita all’associazione Arché, con la missione di “inventare ogni giorno la speranza” per i bambini sieropositivi e le loro famiglie.

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