TAVERNOLA – MEMORIA – Don Bruno, chierico, prete, Rettore, Arcivescovo

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E’ morto martedì 26 luglio Monsignor Bruno Foresti, Vescovo Emerito di Brescia, tavernolese doc. Aveva 99 anni, la salma è stata prima composta nella Cattedrale di Brescia dove giovedì 28 si sono tenuti i funerali. La cerimonia è stata presieduta dall’arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini con la concelebrazione di 12 tra Arcivescovi e Vescovi. Subito dopo la salma è stata portata al paese natale, Tavernola, dove la sera c’è stata la veglia funebre solenne e il venerdì i funerali. La salma è sepolta nel cimitero di Tavernola, in attesa di essere traslata poi nella cattedrale di Brescia.

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Era il più anziano Vescovo italiano vivente.

Nato a Tavernola il 6 maggio 1923, a 11 anni entra nel seminario di Clusone, appena costruito su volontà del Vescovo Adriano Bernareggi, allora ausiliare del Vescovo titolare Mons. Marelli. Al termine degli studi a Bergamo, il 7 aprile 1946 è ordinato sacerdote durante la festa della Sacra Spina a San Giovanni Bianco, dal vescovo di Bergamo Mons. Adriano Bernareggi. Dopo l’ordinazione, dal 1946 al 1951, è vicerettore del seminario di Clusone; poi dal 1951 al 1967 è rettore/superiore dello stesso seminario “minore” di Clusone dove al tempo i seminaristi frequentavano dalla quinta elementare, detta “preparatoria” fino alla terza media. Erano gli anni di maggiore frequentazione di quel seminario. Nel 1967 diventa parroco di San Pellegrino Terme; mantiene l’incarico fino alla nomina episcopale. Il 12 dicembre 1974 papa Paolo VI lo nomina vescovo ausiliare di Modena e Nonantola e titolare di Plestia. Il 12 gennaio 1975 riceve l’ordinazione episcopale, nella cattedrale di Bergamo, dall’arcivescovo Mons. Clemente Gaddi, co-consacranti l’arcivescovo Giuseppe Amici ed il vescovo Luigi Morstabilini bergamasco ma vescovo di Brescia. Il 2 aprile 1976 papa Paolo VI lo nomina arcivescovo metropolita di Modena e abate di Nonantola; succede a Giuseppe Amici, precedentemente dimessosi per raggiunti limiti di età.

Il 7 aprile 1983 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Brescia, con il titolo ad personam di arcivescovo; succede proprio a Mons. Luigi Morstabilini, nativo di Gromo, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 15 giugno successivo prende possesso della diocesi per procura, mentre il 18 giugno entra in diocesi. I suoi quindici anni da arcivescovo di Brescia hanno lasciato segni profondi nella diocesi.

Il 19 dicembre 1998 papa Giovanni Paolo II accoglie la sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età; gli succede Mons. Giulio Sanguineti, fino ad allora vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato. L’11 gennaio 1999 si congeda dalla diocesi e dal giorno seguente risiede a Predore. Il 10 aprile 2010 l’ufficio oratori della diocesi di Brescia dedica al suo episcopato la Casa di formazione Bruno Foresti: sono presenti lui stesso ed il vescovo Luciano Monari. A memoria è collocato nella struttura il suo ritratto, opera di 3×2 m dell’artista Piero Agnetti voluta dal Centro Oratori Bresciani.

Il segnale che non stesse bene è stato colto dai tavernolesi il 2 luglio scorso, festa della Madonna di Cortinica, dove non mancava mai il suo pontificale, in concelebrazione con il suo amico Mons. Gaetano Bonicelli, di un solo anno più “giovane”. E infatti quest’anno la Messa solenne al santuario tavernolese è stata celebrata proprio da Mons. Bonicelli.

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Riparto dall’ultima frase, l’amicizia tra “don Bruno” e “don Tano” ha radici tavernolesi. Un solo anno di differenza ma lo stesso paese, lo stesso prevosto, la stessa formazione. Il punto di riferimento era appunto il parroco don Pierì, lo zio di don Tano, parroco a Tavernola dal 1932 fino alla morte, nell’ottobre 1959. Don Bruno è cresciuto in quell’ambiente e in quella parrocchia, decine di ragazzi avviati al Seminario o al convento, le lunghe “meditazioni”, durante le vacanze, quando tutti quei ragazzi tornavano a casa e prima della… prima Messa…

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