TAVERNOLA IL CASO Su Gallinarga… i (troppi) galli se ne dicono una carga

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(p.b.) “Sono volati gli stracci” ha scritto un osservatore presente tra il pubblico, Claudio Colosio, su facebook. E sintetizza: “urli, insulti, divisioni, minacce, sberleffi, dimissioni”. Soprattutto “divisioni”. La foto che individua territorialmente la ragione del contendere è sua. Il dilemma era se concedere la costruzione di 1500 metri cubi su un terreno (finora agricolo) di 3 mila metri quadri nella collina tra Gallinarga e la Casella. Una concessione che cozzava contro l’intento di non “consumare più territorio”. Detta così sembra davvero un controsenso. Soprattutto se si tiene presente l’antefatto: questa amministrazione è riuscita a far rientrare quello che la precedente amministrazione aveva già concesso: 20 mila metri cubi sul “pratone” dove si svolge ogni anno la famosa sagra della sardina. Trattativa lunga e difficile con la proprietà, i Capuani, che hanno accettato in cambio un ampliamento delle loro due cascine (sopra Gallinarga). Non per niente i Capuani hanno presentato piccate osservazioni contro l’approvazione di questo “Ambito” che concede nuove costruzioni sopra la collina. 1500 metri cubi vogliono dire tre casette di 500 mq calpestabile l’una, su un poggio vista lago mica male. Perché concederlo? Per avere in cambio una strada e un passaggio pedonale di collegamento tra Gallinarga e la Casella, che eviti di dover sbucare con l’auto (e con i bambini per andare a scuola) sulla strada provinciale che proprio all’imbocco di Gallinarga fa una curva pericolosissima, al punto che il consigliere Davide Fenaroli che abita lì ha raccontato di un incidente occorso appunto a suo padre. Dove stava la ragione che ha scatenato la polemica nella maggioranza mentre l’opposizione guidata da Matteo Sorosina se la godeva, al netto del fatto che a fronte di 20 mila metri cubi previsti dalla “sua” amministrazione, se ne concedevano “soltanto” 1.500? “Quel passaggio pedonale e stradale si poteva ottenerlo espropriando la striscia di terreno necessaria” era l’obiezione sostenuta a spada tratta dal vicesindaco Joris Pezzotti che perdeva le staffe quando capiva che i giochi erano fatti, l’unico che era d’accordo con lui era… assente, Stefano Rocci (che poi ha mandato le sue dimissioni da consigliere delegato all’istruzione e cultura). Qui sotto si trovano le “sue ragioni”…

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