TAVERNOLA CEMENTIFICIO: Aspettando il cadavere di Sacci sul lago; si ritirano tutti. Concordato o fallimento, troppi debiti. E al Comune manca l’Imu

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Macché offerte delle varie società, compresa quella dei messicani. Un giro di consultazioni con le Banche e si è scoperto che SACCI, l’attuale proprietaria del Cementificio tavernolese, è sull’orlo del fallimento, debiti enormi (380 milioni) a fronte di un fatturato di 95 milioni.

Un disastro. E le società che si erano fatte avanti si sono tutte ritirate, in fondo del cementificio tavernolese non frega niente, vogliono solo la sua quota di mercato. Spieghiamo cosa sia nel lungo articolo che fa il punto sulla situazione. E così tutti ad aspettare il fallimento di cui si saprà qualcosa tra due mesi e mezzo, il termine dato dal Tribunale di Roma. C’è il risvolto del Comune di Tavernola che ha approvato il bilancio consuntivo con un avanzo di un milione e mezzo ma su cui pende la mancata entrata (messa a bilancio) dell’Imu del cementificio che difficilmente entrerà in cassa visto che la Sacci non ha i soldi nemmeno per rispettare la sentenza del Tar per i lavori della Bretella. Se chiude lo stabilimento a Tavernola si dovrà pensare a che fine faccia l’intera struttura che “pesa” sul paesaggio, che fare con il monitoraggio della frana immensa finora controllata dalla Sacci, come recuperare posti di lavoro (una novantina) più l’indotto ecc.

SU ARBERARA IN EDICOLA PAG. 33 E 35

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