SOVERE – Viaggio al centro della terra: Corno ‘Maelì’, sotto c’è un mondo, gallerie, rocce, cunicoli…Ecco le foto

La roccia sporge bianca tra bosco e cielo, è lì da sempre, o forse il sempre lo sembra a chi come me ci passa davanti da anni senza farci troppo caso, un sempre che non ha età, non ha tempo, ma ha la meraviglia di un viaggio al centro della terra che ti riporta dritto a Giulio Verne. Ufficialmente la zona è quella del Corno Mailino, per tutti Corno Maelì, nella zona sopra Piazza di Sovere. Lì dentro c’è un mondo, una sorpresa, un’emozione, un viaggio che sa di partenza e mai di arrivo. Lì dentro ci è stato Luciano Clarari, che la passione per le viscere e le meraviglie della terra ce l’ha da sempre. Un lupo solitario, uno speleologo guidato da passione e amore per la terra e per il cielo, già, perché poi quello che trova lo mostra alla luce del sole, lì dove il sole non arriva, o forse è dentro gli occhi di chi in quelle grotte ci entra. Luciano fa parte del gruppo speleologi del Cai di Lovere e nel cuore della terra sta scoprendo grotte e cunicoli da lasciare senza fiato: “Il buco da dove si entra nella montagna del Corno Mailino è quello dove c’era una volta l’insorgenza dell’acquedotto del Comune di Sovere, poi era stato dismesso, ed è stato chiuso poi dal Comune con un lucchetto per impedire alla gente di entrare, anche perché se non si è preparati è pericoloso”. Lucchetto che però è stato divelto diverse volte per riuscire a captare l’acqua: “Se non si è preparati si rischia grosso lì dentro – racconta Luciano – c’è fango, frane, rocce, acqua, insomma, si rischia davvero tanto” ma la passione compensa il rischio per chi come Luciano ha l’esplorazione nel dna…

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