SOVERE – L’INTERVISTA – Il Presidente Bonetti: “Chiudiamo perché non possiamo avere un progetto almeno triennale”. Chiude l’Asilo delle Suore Paese spaccato, asilo chiuso. 10 bimbi verso l’iscrizione a Lovere, altri a Pianico, gelo tra Cda e Comune

Ettore Bonetti è il Presidente della Scuola Materna chiamata “Asilo delle Suore” in Borgo San Gregorio. “Finiamo l’anno scolastico, poi si chiude”. Non c’è uno spiraglio, una speranza, si può ancora fare qualcosa? “Non credo, nella riunione con i genitori la decisione è stata presa”. Nonostante l’Amministrazione comunale abbia fatto parziale marcia indietro e abbia garantito 600 euro per alunno fino a un massimo di 20 mila euro? “Troppo tardi, a novembre ci è stato annunciato che l’amministrazione comunale non avrebbe dato neppure un euro. Quando abbiamo fatto l’open day noi correttamente abbiamo detto ai genitori che non potevamo dare certezza di continuità proprio perché veniva a mancare il contributo comunale. Quindi alcuni genitori hanno già pensato a iscriversi altrove, quindi mancano anche i numeri. Noi avevamo bisogno di circa 40 mila euro per avere una prospettiva di sussistenza. Ma non limitata a un anno, almeno un triennio. Non potendo garantire questa continuità, abbiamo preferito comunicare ai genitori appunto che non potevamo garantire un futuro, in modo che pensassero ad altre soluzioni”.

Ma il lascito poteva garantirvi di continuare o è già stato utilizzato? “No, il lascito è ancora intatto, in pratica si tratta di una cifra di 52 mila euro che serviranno a coprire il debito che si è accumulato negli anni precedenti e a garantirci: perché quando si chiude un’attività ci sono sempre imprevisti e dobbiamo avere una riserva per ogni evenienza”. Ma il bilancio del 2019 chiuderà in deficit? “Non lo sappiamo ancora, nemmeno la Fiat ha già il bilancio di fine anno. Ho chiesto di avere qualche dato e credo chiuderemo in pareggio o in lieve attivo, ma non posso dire con precisione nulla a questo punto, magari tra una quindicina di giorni…”.

 

….La frattura è servita. La situazione probabilmente è stata gestita male, che poi nessuno lo ammetterà è un altro paio di maniche. Il consiglio di amministrazione dell’asilo di Sovere si è riunito una prima volta il 13 gennaio, dopo che la comunicazione del taglio dei contributi era stata data a fine novembre, e poi per discutere la controproposta dell’amministrazione, un contributo di 600 euro a bambino, a fronte degli attuali 1400 euro (tenuto conto che però la media provinciale è di 300) a cui è stato risposto picche, ‘proposta inaccettabile’ “Ma che la proposta è inaccettabile – commenta il sindaco Francesco Filippini – lo abbiamo saputo dai social, mi aspettavo almeno una comunicazione o una telefonata da Stefano Coppa o dal Cda, niente di niente, un comportamento che si commenta da solo, facile scaricare la colpa sull’amministrazione, loro non hanno saputo fare nemmeno uno sforzo, una controproposta, niente di niente, hanno solo dato la colpa al Comune della chiusura. Ma i dati sono li da vedere, cosi come il nostro aiuto e loro cosa hanno fatto per tenerlo aperto?”. Intanto però la notizia è che anche su indicazione del Cda, o perlomeno di una parte del cda, un gruppo di genitori ha deciso di iscrivere i propri figli attualmente frequentanti l’asilo Ente Morale, in altri asili, di pari ‘ispirazione cristiana’. E stando ai numeri che ci sono stati comunicati sinora 10 bambini si iscriverebbero alla Scuola Materna Bonomelli gestita dalle suore di Lovere mentre altri 5 sarebbero indirizzati a Pianico…

….. IL COMMENTO

ASILO CHIUSO? E CHIEDERE “ASILO” AL COMUNE?

Quando sta morendo un’istituzione c’è un conseguente impoverimento sociale. L’Asilo delle Suore lo conosco bene, mio figlio l’ha frequentato, si è trovato benissimo e sono ancora grato alle maestre, alla sua bravissima direttrice e agli amministratori che ogni anno facevano i salti mortali per raggiungere un numero di bambini che garantisse almeno un pareggio di bilancio.

Si chiama “Asilo delle Suore” (e la denominazione è stata utilizzata anche poche settimane fa per annunciare un open day) sta a significare che è una istituzione privata a indirizzo cattolico. L’Italia dovrebbe essere grata a tutti gli ordini religiosi femminili che hanno aperto asili infantili in ogni paese quando lo Stato non ci pensava proprio (fino a fine ottocento anche le scuole elementari erano sostenute economicamente solo dai Comuni). Ma è chiaro che si tratta di enti privati con una finalità (in questo caso) religiosa. E’ stato creato per questo, è stato mantenuto in vita per questo. Senza questa specificità non avrebbe senso, essendoci un’alternativa.

A Sovere è stato costruito, come in molti altri Comuni, un asilo statale. Una garanzia per tutti i cittadini, soprattutto di questi tempi in cui le fedi si sono sfilacciate e al tempo stesso moltiplicate.

Le Suore di Sovere se ne sono andate, il Convento è vuoto e inutilizzato, l’Asilo è restato perché nel frattempo si è creata una struttura che lo ha amministrato. Il fatto che le Suore (da Milano) facessero pagare un affitto piuttosto salato era già un’anomalia, evidentemente non credevano che la finalità religiosa dovesse fare aggio sull’interesse economico, al netto del fatto che sia il Convento che l’Asilo sono stati costruiti con i soldi dei soveresi.

Chi è andato a trattare per abbassare l’affitto? Una delegazione (sindaco compreso) che ha spuntato una sospensione dell’affitto per qualche anno….

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