SOVERE – Il personaggio Alessandro, 23 anni, da Sovere al Missouri per puntare alle Olimpiadi di Parigi del 2023, il futuro del mezzofondo italiano: “Giocavo a calcio ma poi…”

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Alessandro Lotta, 23 anni, da Sovere e un biglietto di sola andata per il Missouri, perché per il ritorno se ne riparlerà fra due anni. Alessandro è appena tornato da una gara sugli 800 metri, domenica pomeriggio, con lui papà Michele. Alessandro a metà agosto partirà per gli Stati Uniti, borsa di studio per due anni all’Università del Missouri per ‘meriti sportivi’, una promessa, ormai non solo promessa, dell’atletica italiana, del mezzofondo, con i tempi che sta facendo nei 1500 metri l’obiettivo di conquistare qualcosa di prestigioso non è più un sogno, e anche se lui preferisce non dirlo, le Olimpiadi del 2024 a Parigi non sono proibitive. Alessandro all’atletica non si è avvicinato giovanissimo: “Sino a 14 anni giocavo a calcio, poi in prima superiore ho smesso e ho provato alcuni sport, una mia amica mi ha detto di provare con l’atletica, all’inizio non mi piaceva molto, però me la cavavo, pensavo di provare un mese e poi smettere e invece eccomi qui”. E Alessandro comincia forte, con la corsa in montagna, una delle discipline più dure: “Sono stato in Nazionale una bella esperienza, in Macedonia”. Tre anni fa la svolta: “Ho cambiato allenatore, ho conosciuto Silvio Bosio, della Gav Vertova, lui allena prevalentemente in pista, ho iniziato e mi è piaciuta, mi sono appassionato, prima i 10.000 e i 5.000 metri poi a causa del covid le lunghe distanze le hanno quasi eliminate e così ho provato gli 800 metri e i 1500 metri, e nei 1500 metri mi trovo davvero bene. Adesso punto tutto su quelli, ho dei tempi che fanno ben sperare e delle ottime sensazioni, quindi si prova”. Detto fatto: “Ho vinto una Borsa di Studio per l’Università del Missouri, due anni di master, sarò un atleta studente, devo studiare ma il mio obiettivo principale è l’atletica, e lì avrò la possibilità di essere seguito a 360 gradi, fare una vita da atleta professionista. Sono entrato in contatto con università di tutta l’America, decine e decine di videochiamate e incontri con coach, ma poi ho scelto il Missouri, è la migliore a livello sportivo, ha una buona squadra e dei coach che sembrano molto bravi, quindi sono pronto, non vedo l’ora”. Come te la cavi con l’inglese? “Sto studiandolo, voglio farmi trovare pronto”. Giornata tipo? “Mi sveglio, vado a correre, corro da solo, l’atletica è così, un paio di volte a settimana faccio palestra, alcune volte vado a correre sia la mattina che il pomeriggio, tutti i giorni, compreso sabato e domenica, Natale e Pasqua, in una giornata tra mattina e pomeriggio corro circa 30 km e faccio palestra. E’ come un lavoro. Ma un lavoro che amo”…

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