Sovere – Il personaggio Don Antonio Caglioni. Missionario soverese sul tetto del mondo, a 5000 metri dove non c’è acqua calda e per sopravvivere alla miniera si mastica la coca. In visita da lui a Viloco il Vescovo di Bergamo

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Don Antonio Caglioni, classe 1946, barba lunga, sorriso incollato al viso, una vita per Cristo dove Cristo sembra nascosto. Ma mica lo è. Anzi. Don Antonio da Sovere è andato a finire in fondo al mondo, o, per qualcuno fuori dal mondo, ma in realtà dentro e in cima al mondo più di molti altri. Talmente dentro che venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto lassù, a Viloco, a quasi 5000 metri sperduto tra le montagne della Bolivia, dove Don Antonio vive, è arrivato il Vescovo di Bergamo, Mons. Francesco Beschi, due giorni con lui, per la prima volta un Vescovo di Bergamo è arrivato fin lì. Dove sembra che il mondo finisca o  non sia mai cominciato. Perché Viloco non è un villaggio come gli altri. Non c’è nulla, se non una miniera di stagno. Le case hanno tetti di lamiera, l’acqua calda non c’è…

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