SOVERE – “Abbiate il coraggio di cambiare idea”, i soveresi chiedono di salvare l’Asilo, stasera riunione in Comune

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Abbiate il coraggio di cambiare idea“. Uno dei numerosi cittadini che riempivano l’auditorium comunale di Sovere ha rivolto queste parole al sindaco Francesco Filippini, bersagliato dalle critiche per la decisione della sua Amministrazione di non rinnovare la convenzione con la scuola materna ente morale (il cosiddetto “asilo delle suore”), decisione che porterebbe alla sua chiusura. E, alla fine della lunga assemblea di mercoledì 15 gennaio, Filippini ha detto che nella serata di giovedì 16 lui e i suoi assessori e consiglieri si incontreranno per discutere della questione per poi presentare una nuova proposta al Cda della scuola materna. Questo è lo spiraglio che ha dato un po’ di speranza ai genitori dei bambini iscritti alla scuola materna ente morale. Alcune delle persone intervenute alla discussione avevano infatti invitato Filippini & Co. a garantire ancora il contributo comunale cercando al tempo stesso di coinvolgere anche la Parrocchia e l’intera comunità soverese. Lo stesso parroco don Angelo Passera ha invitato tutti a sedersi attorno a un tavolo. La speranza è che l’Amministrazione Filippini decida di rinnovare la convenzione (magari a condizioni diverse) evitando così di impoverire la comunità soverese. Sì, perché la chiusura dello storico asilo rappresenterebbe un chiaro impoverimento per il paese.

Tra l’altro, grazie agli sforzi del Cda nel 2018 si è riusciti a portare in utile il bilancio della scuola materna e l’impegno economico del Comune è passato dagli 80.000 euro del 2012 ai 36.400 del 2019 (il contributo dipende dal numero di bambini iscritti). Molti cittadini si sono infatti chiesti se è il caso di togliere un servizio per meno di 40.000 euro annui (l’Amministrazione Filippini ha aumentato l’addizionale Irpef dicendo che lo faceva per non tagliare i servizi…).

I riflettori sono quindi puntati sulla riunione di stasera. Gli amministratori soveresi avranno il coraggio di tornare sui loro passi? Oppure procederanno sulla via che porta alla chiusura di una struttura storica del paese?