Sorte Sindaco di Bergamo? I sì e i no in Forza Italia

SCENARI POLITICI /2

Sorte Sindaco di Bergamo?

I sì e i no in Forza Italia

Alessandro Sortene ha fatta di strada dal 2004, quando a soli vent’anni, come giovane assessore al Bilancio del Comune di Brignano Gera D’Adda, cominciò a scalare l’organigramma di Forza Italia e quello della politica locale: prima responsabile dei giovani del Partito, poi consigliere provinciale (con Ettore Pirovano Presidente), nel 2013 consigliere regionale al Pirellone, segretario provinciale di Forza Italia, infine, due anni fa, assessore regionale alla mobilità e trasporti.

Per quindici anni il partito di Silvio Berlusconi a Bergamo è stato controllato dall’ala legata a Comunione e Liberazione (prima con Marco Lionello Pagnoncelli e poi con Angelo Capelli, con il breve intermezzo del laico Carlo Saffioti) ma la scissione dell’NCD di Angelino Alfano ha tolto di mezzo il nucleo duro degli avversari di Sorte.

Nel frattempo Sorte ha lasciato la segreteria provinciale degli azzurri, trasferendo la carica al fidato Paolo Franco, e costruendo alleanze interne ed esterne molto forti, soprattutto con la generazione dei giovani politici di centrodestra: Stefano Benigni(Forza Italia), Alberto Ribolla(Lega), Danilo Minuti (lista Tentorio) e Andrea Tremaglia(Fratelli d’Italia), tutti consiglieri comunali in città. E poi anche Johnatan Lobati, sindaco di Lenna e consigliere provinciale, Gianantonio Arnoldi, già deputato e ora amministratore in società di Ferrovie Nord e Giuliano Capetti, esponente storico di Forza Italia (e prima del PSI) e neo amministratore unico di “Infrastrutture Lombarde” importante società controllata dal Pirellone.

Così, quando settimana scorsa è stata lanciata l’ipotesi di Sorte candidato sindaco a Bergamo nel 2019, subito i suoi sostenitore hanno rilasciato dichiarazioni di appoggio totale. “se Gori scappa in Lombardia (resta alta la tensione sul sindaco di Bergamo candidato governatore per il centrosinistra) noi ci concentriamo sul territorio locale” è uno dei primi slogan. E lo stesso assessore regionale non ha fatto nulla per far rientrare i retroscena dei media. Perché il centrodestra in città è sempre stato molto forte (anche quando sconfitto non è mai sceso sotto il 40%), e senza Gori in campo gli avversari del PD si troverebbero in difficoltà alla ricerca di un nuovo candidato.

Tutto a posto e campagna 2019 pronta? Niente affatto.

La freddezza del mondo dei poteri forti del centrodestra (a partire dagli ex sindaci Franco Tentorioe Cesare Venezianie dall’ex vice Gianfranco Ceci)è stata accompagnata dalla dichiarazione (nella forma attendista me nella sostanza contrario) del consigliere comunale Tommaso D’Aloia, esponente dell’area di Forza Italia legata a Giancarlo Borra(già deputato della DC) che per anni in città è riuscita a comandare ed eleggere la maggioranza dei consiglieri comunali grazie alla raccolta delle preferenze.

Mancano due anni, in mezzo inoltre ci sono le elezioni regionali e parlamentari, ma la discussione rischia di non placarsi fino a che verrà deciso il criterio di scelta. E il centrodestra vuol copiare il centrosinistra: gazebo in piazza e primarie aperte per la scelta del candidato sindaco.