SCHILPARIO – 28 aprile 1945: quei 12 partigiani uccisi in un’imboscata, il paese ricorda

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Schilpario (e la valle) non perdono la memoria. Il prossimo anno sarà il centenario del disastro della Diga del Gleno. Ma ci sono state altre tragedie che restano nella memoria collettiva. Quella dei Fondi di Schilpario (zona ex miniere, in fondo alla pineta, dove comincia a salire la strada che porta al Passo del Vivione).

Qui il 28 aprile 1945, a guerra ormai finita essendo stata firmata la resa dei tedeschi a Bergamo, di sera, alla notizia che un contingente della famigerata “Tagliamento” stava scendendo appunto dal Passo del Vivione, inspiegabilmente, a rigore, e ancora se ne ricercano le ragioni sospettando anche di una soffiata, avendo deviato dalla Valle Camonica dove erano in ritirata, un gruppo di  partigiani salì su un camion e si avviò da Schilpario verso i Fondi, tutti  convinti di dover soltanto accettare la resa del contingente. In realtà finirono in un agguato.

Erano appostati con le mitragliatrici e aspettavano l’arrivo del gruppo partigiano. Da qui i dubbi su una soffiata. Dodici le vittime.

Sabato 23 aprile l’Amministrazione Comunale e l’ANPI vogliono ricordare questa strage. Alle 9.00 la celebrazione della S. Messa alla chiesetta di S. Barbara, poco sopra il luogo dell’eccidio. Poi la deposizione di una corona e le esequie al monumento che ricorda appunto quell’episodio. I discorsi e il ricordo affidato al sindaco di Schilpario Marco Pizio e allo storico, tra l’altro originario di Schilpario, Angelo Bendotti.

Poi si torna in paese al ponte del Grumello (una località posta nella zona dove comincia la pista di fondo degli “Abeti”) e qui c’è l’inaugurazione delle “Pietre d’inciampo” in ricordo di due schilpariesi, Antonio e Simone Agoni, che rifiutarono di essere arruolati nella Repubblica Sociale italiana di Mussolini, sono fatti prigionieri dai tedeschi e vengono internati a Schwerin, condannati ai lavori nelle miniere. Muoiono di silicosi pochi giorni prima che gli Alleati arrivino a liberarli.

La loro storia verrà raccontata da Elisabetta Ruffini direttrice dell’Istituto di Storia della Resistenza ed età contemporanea di Bergamo. La sera alle 20.30 verrà presentato in aula consigliare il volume “I segni della Germania – Internati militari e lavoratori coatti schilpariesi nel lager” a cura di Angelo Bendotti.

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