SCENARI – Uniacque e la strana alleanza a… quattro. Forza Italia si chiama fuori dai giochi. Ecco il nuovo Cda e il nuovo Cisc. La lettera di Forza Italia con solo 15 firme (su 243 sindaci)

150 voti favorevoli, che significa 90,70%, 4 contrari, 25 astenuti e 9 non votanti. E’ questo il risultato della votazione in via informatica del nuovo presidente di Uniacque Luca Serughetti.

Venerdì 4 dicembre è stato il gran giorno per il nuovo Cda (Consiglio di Amministrazione) di Uniacque. 243 Sindaci (o loro delegati: solo saliti a quota 243 con il ritorno di Torre de Busi alla bergamasca) in collegamento informatico per votare, ognuno con quote proporzionali alla percentuale di partecipazione al capitale della società in house (il che consente l’assegnazione di lavori direttamente, senza appalti). Per questo la società ha un CISC (Comitato di Indirizzo Strategico e di Controllo) che è poi quello che valuta i programmi e ogni decisione del Cda. Quindi ha il potere di redigere strategie, interventi, assunzioni, programmazione.

Abbiamo accennato al collegamento informatico. Che era clamorosamente fallito quindici giorni fa quando l’assemblea era stata annullata proprio perché non si riusciva a collegarsi. Il che aveva suscitato ironie e perfino sospetti di sabotaggio. Il Presidente uscente di Uniacque Paolo Franco aveva a quel punto rinviato “a data da destinarsi” la nuova assemblea, per la quale avrebbe garantito un sistema informatico nuovo, affidato ad altra società rispetto a quella che non aveva garantito il funzionamento dell’assemblea “a distanza”.

Il sospetto era che si volesse rinviare “sine die” l’assemblea lasciando in carica l’attuale Cda e l’attuale Cisc, insomma lasciando magari per mesi tutto com’era.

Il sospetto ha scatenato la reazione dei sindaci dei comuni oltre i 5 mila abitanti (76 sul totale di 243, sono 58 quelli con meno di 1000 abitanti), che hanno urgenza di approvare i bilanci consolidati (comprese le società partecipate, tra cui appunto Uniacque) entro fine anno, pena il blocco delle assunzioni. E Paolo Franco ha quindi convocato una prima assemblea per l’approvazione del bilancio di Uniacque per lo scorso 28 novembre e quella per eleggere il nuovo Cda e il nuovo Presidente per il 4 dicembre (sempre augurandosi che tutti possano collegarsi). Il Cda attuale è scaduto automaticamente dopo l’approvazione del bilancio e infatti l’assemblea del 4 dicembre è presieduta dal membro anziano, in questo caso Gianfranco Masper.

I giochi sono fatti: la strana santa alleanza tra Lega, Pd, Cambiamo e adesso con l’aggiunta di Fratelli d’Italia, ha deciso.

Nuovo Cda e Cisc

Nuovo Presidente di Uniacque sarà Luca Serughetti (Lega: già sindaco di Bolgare) e nel Cda entreranno Pierangelo Bertocchi (Pd) con l’incarico di Amministratore Delegato, figura reintrodotta dopo l’accorpamento nella sola persona di Paolo Franco delle due cariche. Poi Anna Venier (sempre Pd), Elisabetta Ricchiuti (Lega) e Serenella Cadei (Cambiamo).

Ma è sul Cisc che l’accordo si è allargato a Fratelli d’Italia: Luca Signorelli, quota “Cambiamo” candidato a Presidente, Pierangelo Manzoni (rappresentante dell’Isola), Manuel Rota (Val Imagna), Filippo Servalli (media e bassa Val Seriana), Manuel Preda (hinterland ovest), Renato Totis (Val Cavallina), Valter Grossi (Bergamo città), Gianfranco Masper (hinterland sud), Vito Bisanti (Val San Martino), Stefano Foglieni (Val Calepio), Nicla Oprandi (Alta Val Seriana e in quota appunto Fratelli d’Italia).

Poi c’è anche il Collegio sindacale, quello che deve controllare i bilanci e sarà composto da matteo Giudici (presidente), Vanessa Locatelli e Alberto Mazzoleni. Supplenti Luca Capoferri ed Enrico Facoetti.

La lettera di Forza Italia

L’embrassons nous lascia in panchina Forza Italia. Come mai? Avete presente quella macchietta di Aldo Giovanni e Giacomo con il personaggio di Tafazzi? Il 18 di novembre di quest’anno maledetto viene inviata a tutti i sindaci una lettera intitolata “Siamo sindaci” che è una constatazione perfino ovvia, quando poi si vanno a leggere le firme. Ecco la lettera.

«Siamo Sindaci, quelli che prima vengono i loro cittadini e i loro territori. Non siamo disposti ad accettare e subire la spartizione che in questi giorni è in corso sulle nomine del CDA UniAcque. È la società per eccellenza che gestisce una delle risorse più importanti del nostro territorio: l’acqua un bene primario e indispensabile per la vita dell’uomo. Un bene che meriterebbe la giusta attenzione e non merita certo di essere trattato alla stregua di una qualsiasi società partecipata dai Comuni e dalla Provincia. In questi giorni abbiamo assistito ad una brutta pagina della nostra storia, quelle pagine che da Sindaci non solo non vorremmo mai sentire a livello nazionale, ma che non vorremmo mai scrivere. Le vicende che i nostri cittadini non tollerano e che spesso anche noi abbiamo contestato a livello nazionale oggi si ripropongono a livello locale. La decisione di un Consiglio di Amministrazione non passa da una valutazione di competenza, capacità ed onorabilità, ma dalla spartizione partitica con l’obiettivo di non dare il posto ad un partito piuttosto che ad un altro. Il bene primario, quello che dovrebbe stare a cuore a tutti, passa in secondo piano e si mette in scena una commedia così brutta che non ci è permesso di stare zitti e di subire passivamente…

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