SAN PAOLO D’ARGON-Chiara e Mauro e la Tenuta Lonisa sulle orme di nonno Giosep

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Una tenuta immersa nella natura delle colline di San Paolo d’Argon, una passione che si respira nelle parole e nell’entusiasmo di Chiara e Mauro, che la gestiscono da una decina di anni ormai. Tenuta Lonisa, che si chiama così perché abbraccia le iniziali dei loro tre figli, Lorenzo, 9 anni, Nicolas, un anno e mezzo, e Isabel, 5 anni. Chiara Barcella e Mauro Mazzucchetti di anni ne hanno 37, lei è originaria di Albano Sant’Alessandro, lui in mezzo a questa terra è cresciuto seguendo le orme di nonno ‘Giosep’. 

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È un sabato mattina di sole, Mauro è impegnato in vigna, e Chiara ci dedica un po’ del suo tempo per raccontarci la loro vita immersa nella natura, dove si respira meraviglia. 

Tutto è nato dal nonno di mio marito, che aveva i campi coltivati con alberi da frutto e la vigna sui terreni che aveva acquistato dalla Chiesa dopo la seconda guerra mondiale. Il nonno faceva da mezzadro e quello gli ha permesso di acquistare il terreno e a rendere il suo lavoro principale fino a quando ha avuto le forze. Purtroppo nel 2011 ci ha lasciato, ma c’è nonna Rosina, che compirà 89 anni a dicembre… anche lei è sempre stata una grande lavoratrice nei campi e oggi è felice delle nostre soddisfazioni, quando viene qui la vediamo sempre ringiovanire – sorride Chiara -. Il nonno è sempre stato molto conosciuto come produttore di vino sfuso. La sua cascina, dove abitava e lavorava si chiamava ‘Il Pincì’. Ha lavorato per tutta la vita nei campi, finchè le forze gliel’hanno consentito. Il nonno è stato una figura preziosa, a mio marito ha lasciato tanti insegnamenti e il vino che fa oggi è come quello di una volta con una lavorazione manuale, dalla potatura, alla sfogliatura, alla vendemmia. Mio marito, che è cresciuto insieme a lui, ha deciso di proseguire con questa passione trapiantando anno per anno tutti i vigneti. Anche io arrivavo da una realtà contadina, quindi abbiamo entrambi questa predisposizione e questo amore per la natura. È una passione e anche un secondo lavoro per mio marito che è artigiano e quindi dei campi se ne occupa la sera quando rientra e durante il fine settimana, mentre io mi occupo della parte gestionale e delle vendite”.

Idee e progetti non mancano di certo: “Quest’anno ho fatto un corso di enoturismo che mi permette, oltre che di vendere direttamente il vino, anche di somministrarlo accompagnato ad alimenti freddi, prodotti a chilometro zero che prendiamo dalle aziende agricole del nostro territorio”. 

Un lavoro che richiede tempo, impegno, dedizione: “Sei impegnato tutto l’anno, si parte a febbraio con la potatura e la legatura e si termina a fine settembre, inizio ottobre con la vendemmia. E da qui inizia il processo di vinificazione che avviene nella nostra cantina”….

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 3 GIUGNO

 

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