ROVETTA – LA STORIA – Stefano Marinoni, 24 anni, da Rovetta al CERN. “L’Erasmus durante la pandemia, poi da marzo il lavoro a Ginevra. La passione per lo studio e quella per la montagna”

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24 anni, originario di Rovetta, ma da dieci mesi a Ginevra. Stefano Marinoni ha fatto tappa a casa per le festività natalizie, mentre ha passato gran parte del suo 2021 in Svizzera, lavorando presso il CERN. Un tirocinio per studenti che è arrivato a coronamento dei suoi studi, nutriti da un grande passione e da un grande talento.

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Ho fatto le elementari e le medie a Rovetta, poi il liceo scientifico, opzione scienze applicate, a Gazzaniga – inizia a raccontare Stefano riavvolgendo il nastro dei ricordi -. I miei interessi sono sempre stati per le materie scientifiche: fisica, scienze e matematica. La scelta per l’Università non è stata immediata, non sapevo se iscrivermi a Fisica o Ingegneria, avevo un interesse anche per Medicina, sicuramente non era subito chiaro il mio obiettivo”.

Stefano si iscrive a Ingegneria fisica al Politecnico di Milano. “Ho frequentato lì la triennale, inizialmente avevo un interesse per Ingegneria nucleare, poi ho deciso di rimanere anche per la magistrale a Ingegneria fisica. Ho pensato però che sarebbe stato interessante fare delle esperienze all’estero, che mi permettessero di crescere a livello personale e di competenze. Non intendo solo studiare in un’Università prestigiosa estera ma vedere un modo diverso di approccio all’Università, capire meglio le possibilità che ha all’estero un giovane di oggi”.

E nasce così la prima esperienza all’estero. Era il gennaio 2020. “Ho fatto un Erasmus a Parigi, all’Ecole polytecnique: è stato un periodo di cinque mesi, ma abbastanza burrascoso”. Dopo meno di due mesi, infatti, ha avuto inizio la pandemia da Covid-19. “Ho vissuto l’Università lì di fatto solo per due mesi, ma ho sperimentato un approccio molto diverso, anche a livello sociale. Per quanto riguarda l’insegnamento, ci sono molte differenze rispetto all’Italia: le classi sono più piccole, l’interazione tra studente e professore è più intensa, i corsi sono più brevi ma si dà maggiore importanza al lavoro svolto nel corso dell’anno. È molto diversa anche la dinamica relazionale: gli studenti sono raggruppati, vivono nel campus, le amicizie si costruiscono proprio tra studenti, anche le attività sportiva vengono svolte sempre con i compagni. Era quello che volevo vedere. Arrivata la pandemia, sono rimasto là ma è stato tutto diverso”. E così a Stefano rimane un senso di insoddisfazione. “Mi sono convinto ancora di più che queste esperienze siano necessarie per la crescita. Ho fatto un application per un tirocinio riservato agli studenti universitari al CERN di Ginevra, il centro europeo che fa ricerca nella fisica delle particelle. Io non sono un fisico, lo dico sempre, non comprendo veramente quello che viene fatto nelle scoperte del CERN, ma si tratta di un laboratorio così grande, con una strumentazione così complessa, che ha bisogno di ingegneria di ogni tipo, anche di ingegneri fisici”.

La sua esperienza è cominciata a marzo 2021….

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