ROVETTA – CASNIGO – Viaggio nei lockdown locali/1 – Quell’acqua ferma che mette i brividi

Luci spente, acqua ferma e un silenzio quasi… surreale. Si presenta così la piscina del centro sportivo Marinoni di Rovetta. Lo stesso vale per Casnigo, dove resta attivo il Centro Medico di Fisioterapia CSCMED, così come lo Studio Professionale di Rovetta, perché “avendone titolo, come da ultimo DCPM, continuiamo a fornire un servizio prezioso ai nostri pazienti”.

Le nuove disposizioni hanno però imposto una nuova chiusura per piscine e palestre. Parliamo proprio di questo.

Siamo stati messi fuori dai giochi”, esordisce così Mariolina Locatelli, che insieme a Roberto Bogazzi, gestisce i due centri. La delusione e la rabbia sono le prime emozioni che raccogliamo dalle loro parole, in questo pomeriggio di fine ottobre: “Siamo molto arrabbiati, abbiamo fatto tutto il possibile per adeguare i nostri centri, abbiamo speso tanti denari, perché sanificare impianti come questi non significa soltanto mettere un dispositivo per il gel ma svuotare le vasche di balneazione, di compenso, sanificare i filtri, le tubazioni… un impegno economico non indifferente, per ritrovarci ancora con gli impianti chiusi e relegati al ruolo di untori. Noi bergamaschi abbiamo vissuta sulla nostra pelle tutto quello che è successo, abbiamo abbassato la testa con estrema dignità, forse anche troppa, e ricominciato subito a lavorare ma questo è uno schiaffo difficile da sopportare. Dopo il primo lockdown ci siamo rimboccati le maniche e rimessi in gioco, adeguando le nostre attività ai protocolli emessi dal Ministero e dalle Federazioni di riferimento delle diverse discipline sportive che si svolgono all’interno della nostra società sportiva, che significa, ad esempio, aver ridotto del 50% il numero dei corsi relativi in piscina e, di conseguenza, le proposte ai nostri utenti… ma abbiamo fatto i salti mortali per cercare di soddisfare comunque tutte le richieste, in termini di giorni e orari. Per quanto riguarda la palestra abbiamo spostato i macchinari, alcuni li abbiamo eliminati per garantire il giusto distanziamento, anche oltre quello richiesto. Abbiamo aggiunto il servizio di prenotazione online e, ancora, le autocertificazioni, la misurazione della temperatura, la revisione delle procedure ad ogni cambio di vento. Insomma abbiamo chiesto il 110% di impegno al nostro personale per organizzare tutti i settori e gli spazi e ai nostri utenti per il rispetto delle regole, si può ben capire che lo sforzo di una gestione non è indifferente. Tutto questo ovviamente senza avere la stessa frequenza e risposta da parte di un’utenza sempre più confusa e spaventata…

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