ROGNO – INTERVENTO – Il bambino che verrà, la nostra scuola anche se chiusa non si è fermata mai

Asilo parrocchiale di Rogno

Cosa succederà ai servizi 0-6 nei mesi futuri? Cosa ne sarà di tutti i nostri bambini, del loro percorso di sviluppo emotivo e d’apprendimento? Come ci stiamo preparando a ripartire DAI bambini e CON i bambini?

Queste sono solo alcune delle mille domande che abitano la sfera professionale e umana del personale della Scuola dell’infanzia “Giovanni XXIII” di Rogno, una realtà educativa che da sempre ha messo al centro del proprio operato la figura del bambino, facendosi garante di una qualità e di una modalità operativa che negli anni si è distinta nelle scelte gestionali e pedagogiche.

Questa situazione di emergenza sanitaria ha letteralmente messo in ginocchio tutti i servizi educativi che sono presenti sul nostro territorio e che -a livello nazionale- corrispondono al 70%  delle strutture che ogni giorno aprono le proprie porte a tutti i bambini delle famiglie che scelgono i servizi privati o paritari a dispetto di quelli statali.

La nostra Scuola è una realtà parrocchiale e -per propria natura- mette al centro il bambino inserito in un contesto di comunità cattolica, con tutti i valori che questo aggettivo incarna: accoglienza, inclusione, uguaglianza, vicinanza, solidarietà e sostegno.

Certo non è facile in questo momento storico restare fedeli a tutto questo, ma noi ci abbiamo provato: da quando è stata dichiarata la sospensione del nostro servizio (24 febbraio 2020) abbiamo continuato a lavorare incessantemente, abbiamo messo in atto strategie di ri-progettazione del nostro percorso didattico e educativo…

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