PREDORE – STORIA – I cento della “Tot” che rimboschirono il Corno

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La seconda guerra mondiale durata 5 anni aveva lasciato spoglio il ghiaione alla base del Monte Corno perché gli abitanti del Comune di Predore, privi di legna, avevano estirpato tutto l’estirpabile e l’avevano bruciato nelle case. Era brutta da vedere la base del Corno: in pratica si trattava di un ghiaione ininterrotto dalla “Villa Stoppani” fino a dove oggi inizia la galleria. (Allora non era stato scavato il passaggio d’ingresso e non era stato fatto precedere dall’androne finestrato che ora lo ricopre.)

Nel 1948 la Forestale di Bergamo era impegnata a “ricoprire” con arbusti tutti i ghiaioni che si erano formati in provincia durante la guerra e chiesero pertanto a Giovan Maria Bettoni, guardaboschi di Tavernola di anni 53, di andare in pensione e di mettersi agli ordini della Forestale stessa per rimediare al disastro su tutta la sponda bergamasca del lago.

Bettoni accettò e si prese in carico 100 uomini in buona salute e “armati” di buona volontà per eseguire il rimboschimento. Si trattava di uomini disoccupati, giovani e “maturi”, che approfittavano della possibilità di guadagnare 500 lire al giorno scavando buche e infilandovi pianticelle fornite dalla Forestale.

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