PONTE NOSSA – IL SINDACO – Mazzoleni e un anno sulle montagne russe

La mega opera pubblica ‘Cantoni’ può sembrare o diventare piccola di fronte a un ampliamento di cimitero, a una telefonata di un’anziana che non sa più a chi rivolgersi perché il marito sta male, a una donna che non può uscire di casa per fare la spesa, a una persona che ha bisogno urgente di una bombola d’ossigeno. Già. 

Questa è la storia di un sindaco, Stefano Mazzoleni da e per Ponte Nossa che come tanti altri sindaci della Valle si è trovato in mezzo allo tsunami covid da un giorno all’altro ma che è riuscito a tamponare e limitare quasi a 0 il numero dei morti, a incazzarsi quando serviva incazzarsi, a chiamare… il Presidente Mattarella e a farsi ricevere: ‘E’ stato più facile parlare con lui che con la Regione o l’Ats…”. 

Un anno di quelli che lasciano cicatrici al cuore e all’anima: “Un anno vissuto giorno per giorno e che ci è esploso fra le mani a fine febbraio. Prima ancora dei decreti io ho deciso di chiudere tutto, non ho aspettato i decreti e forse il vantaggio di qualche giorno in più di chiusura anticipata ha salvato molte vite. 

Siamo stati i primi a chiudere il Municipio, a chiedere alla Corale di non fare le prove, stesso discorso per la Banda, basta assembramenti. 

Avevo ricevuto la telefonata di una persona di cui mi fido ciecamente che mi aveva detto di chiudere tutto e subito perché negli ospedali sarebbe stato un disastro. L’ho ascoltato, col rischio di fare figuracce ma quella scelta probabilmente ci ha permesso di salvare parecchie vite umane. A me in tutta questa faccenda non è mai interessato il consenso ma mi interessava salvare più vite umane possibili”. 

Di storie ne abbiamo ascoltate e scritte tante ma le storie in questa valle da… Covid sembrano non avere fine, se ne potrebbero raccontare migliaia: “Uno tsunami da gestire giorno per giorno, dalla donna che non riusciva a contattare l’oncologo, a chi doveva ritirare farmaci ma non poteva muoversi, ci siamo ritrovati a fare di tutto, a vivere col cellulare attaccato alle orecchie 24 ore al giorno”. 

Mazzoleni mostra un file con la percentuale di decessi a marzo di quest’anno rapportata a marzo degli ultimi anni, un aumento minimo: “Lo abbiamo aggredito subito difendendoci ad oltranza, chiudendo tutto, altra soluzione non l’avevamo, però in parte ha funzionato”. 

Rispetto alla media degli altri Comuni qui il covid ha fatto decisamente molte meno vittime, eppure siamo nel mezzo della martoriata Val Seriana: “E Ponte Nossa è una zona commerciale anche per i paesi vicini, c’è il forno, ci sono molte cose, quindi gira tanta gente, io non faccio il sindaco a tempo pieno, mi ritaglio spazio nelle mezze giornate, ho il mio lavoro, eppure non sono riuscito ad andare a lavorare in quel periodo. Subissato di telefonate tutto il giorno, ero impegnato 24 ore su 24. 

A fine aprile si è allentata la tensione da parte di molti, girando ho cominciato a vedere assembramenti, e così ho chiamato la Guardia di Finanza, so che alcuni non mi guarderanno più ma non importa, io devo e voglio pensare alla salute dei miei cittadini. 

Controllavo gli elenchi di chi era ricoverato in ospedale e se vedevo in giro qualche parente che doveva essere in quarantena lo chiamavo e gli dicevo di non uscire. So che in alcuni casi sono stato un po’ duro ma è importante in questi casi non arretrare di un millimetro”. 

Mazzoleni si ferma qualche istante, come fosse ancora lì, in quelle tragiche settimane,  gli occhi diventano lucidi: “Probabilmente come in tutte le cose si poteva fare di meglio, ma sono stato fortunato ad avere attorno una serie di figure che ci hanno permesso di arginare il disastro a cui stavamo andando incontro. Da soli non si fa niente, il coordinamento è essenziale. 

Aspetto che finisca la pandemia per dare il giusto riconoscimento alle persone che si sono spese per gli altri in questo momento così difficile. Siamo sempre stati supportati da loro, penso alla spesa a domicilio, mi viene ancora il magone a pensare a quei giorni, in centro storico si è creata una rete di commercianti che ha funzionato benissimo, sono stati coraggiosi, hanno portato la spesa a domicilio a tantissimi anziani, anche i farmaci. Molti cittadini si sono resi disponibili per consegnare e aiutare. Insomma nel dramma si è scoperto il cuore del paese”. ..

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