POLITICA – L’ex Ministro Martina lascia il Parlamento e va alla FAO. Sanga torna alla Camera

 

Maurizio Martina, già Ministro delle Politiche Agricole e Segretario del Partito Democratico dopo le dimissioni di Matteo Renzi, lascia la vita politica italiana, come da lui stesso annunciato in un suo post su Facebook.

Il politico bergamasco, nato nel 1978 a Calcinate, lascia anche il suo seggio alla Camera dei Deputati per ricoprire l’incarico di Vicedirettore generale aggiunto della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Si tratta per lui di un prestigioso riconoscimento da parte dell’ONU.

Il suo seggio in Parlamento sarà quindi assegnato all’ex deputato bergamasco Giovanni Sanga, originario di Entratico e attuale Presidente della Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio.

Ecco quanto annunciato da Maurizio Martina: “Nei prossimi giorni si aprirà per me un nuovo capitolo d’impegno. Lascerò le mie responsabilità politiche e istituzionali nazionali per iniziare l’esperienza in FAO come Special Advisor e Vicedirettore generale aggiunto. Come tanti possono capire, si tratta di una scelta carica di forti emozioni personali: dopo più di vent’anni di militanza politica diretta, compio un passo nuovo nell’esperienza diplomatica internazionale. Sono molto grato al Direttore Generale QU Dongyu per la fiducia e al nostro Governo per aver seguito la proposta tramite il prezioso lavoro del Ministro degli Esteri e della Farnesina oltre che della nostra Rappresentanza permanente. Si tratta davvero di un capitolo d’impegno affascinante e ambizioso. In questi anni ho sempre cercato di dare il massimo per supportare, a livello nazionale e non solo, una nuova visione delle responsabilità che ci riguardano sui temi cruciali della sovranità e della sicurezza alimentare legati all’equità dello sviluppo agricolo, alla dignità delle persone coinvolte, alla resilienza dei territori. L’esperienza di EXPO 2015 e il lavoro al ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nella scorsa legislatura mi hanno consentito di sviluppare ancora meglio competenze e di arricchire il mio bagaglio su questo fronte. Che si trattasse della lotta al caporalato o della difesa del reddito dei nostri agricoltori mi sono sempre fatto guidare da alcuni principi inderogabili. Ora si apre per me la possibilità di continuare questo impegno al servizio di una straordinaria esperienza multilaterale come la FAO lavorando sui temi dell’agenda G20, del prossimo Food Summit promosso dall’ONU e sul progetto della “Food Coalition” presentato proprio dall’Italia. Io credo in una nuova stagione della cooperazione multilaterale, che si misuri senza reticenze anche coi suoi limiti, per offrire oggi e in futuro le giuste risposte alla comunità internazionale. Mai come oggi il diritto al cibo, la lotta alla fame, la difesa della biodiversità del pianeta e il sostegno a sistemi agricoli e alimentari più equi e sostenibili sono drammatiche urgenze e questioni decisive. Mai come oggi la rivoluzione tecnologica e digitale impone nuove coordinate di lavoro, se vuole essere per tutti e non per pochi, anche quando pensiamo al cibo. E ciò è tanto più vero durante e dopo la pandemia da Covid che stiamo affrontando. Il virus è un pauroso moltiplicatore della fame e crisi sanitaria e crisi ambientale hanno proprio nelle questioni alimentari e agricole un punto di caduta essenziale. Ovunque nel mondo stanno aumentando drammaticamente le persone in sofferenza alimentare, lo vediamo anche alle nostre latitudini. I sistemi di produzione, trasformazione e consumo di cibo hanno bisogno di scelte coraggiose per essere più equi. L’obiettivo “Fame Zero” dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile per non essere mancato ha bisogno subito di azioni concrete di svolta.

Insomma, c’è un sacco di lavoro da fare e potersi misurare con queste sfide dalla FAO penso sia una grande occasione che carica di responsabilità e di impegno. Credo in una nuova stagione della cooperazione e del multilateralismo.
Io ci proverò come sempre mettendoci tutto quello che posso (e anche di più).
Permettetemi infine di ringraziare tutte le persone con cui ho lavorato fino a qui. E soprattutto la straordinaria comunità del mio partito, a cominciare da tutti i militanti di base, perché al di là di tante parole, rappresentano davvero una delle esperienze cruciali di valore della democrazia nel nostro Paese. Il pensiero più forte è per loro e per tutte le persone che mi hanno insegnato qualcosa quando ci siamo incontrati. Rappresenterò ancora il nostro Paese, anche se in modo diverso. E certo, questo non è un addio ma un arrivederci. Quello che posso assicurare è che cercherò ogni giorno di essere sempre fedele ai valori di solidarietà, giustizia sociale e libertà che mi hanno insegnato e che penso debbano sempre riempire di significato ogni nostra esperienza e ogni nostro impegno“.