PIARIO – Nel girone dantesco dei malati di Covid 19 raccontati da chi li cura ogni giorno: “Ci svegliamo di notte con quegli sguardi disperati davanti”

La faccia stanca di chi non appoggia la testa su un cuscino da troppe ore. Il cuore gonfio di chi di battiti ne ha visti fermarsi troppi. Le mani rosse strette per ore da guanti. Il viso segnato da mascherine troppo strette per contenere le emozioni di chi per ore cerca di fare forza a chi forza non ne ha. M. (ma anche l’iniziale è di fantasia, perché il clima è davvero caldo e qui preferiscono mantenere l’anonimato) è appena uscito dal suo turno in ospedale a Piario. Distrutto, scendono lacrime, eppure M. ha passato da un po’ la quarantina e di gente che sta male ne ha vista. “Ma questa volta è diverso, questa volta è un mondo che sta male, sono tanti, troppi e soprattutto soli, già perché questo maledetto virus ti isola dal mondo e poi ti fa morire da solo, soffocato e io gli occhi di quelle persone me li porto con me, mi sveglio di notte, li incontro allo specchio, me li ritrovo quando guido verso casa, insomma, non te li scordi più”. Già, non te li scordi più. Come non ci si scorda più questi giorni d’inferno. Nel girone dantesco di chi cerca uno spiraglio per risalire, Purgatorio, dove si respira già meglio e poi Paradiso, che poi è il ritorno a casa. Non per tutti. “Ma noi siamo qui per fare rientrare più gente possibile. A volte siamo sconfortati ma poi andiamo avanti, dobbiamo andare avanti. È una guerra di risorse risicata contro un nemico soverchiante, qualsiasi decisione è difficile da prendere. Quando finirà avremo da ricordare anche i nostri di lutti”. M. si accende una sigaretta: “Non fumavo più da anni, però adesso ci sta, è il mio unico sfogo”. M. racconta: “Sempre più dipendenti si ammalano e stanno a casa. Un paio li ho già visti i intubati. L’afflusso di pazienti Covid è stato ed è un fiume che straripa, sempre più gente e nei giorni scorsi quelli in condizioni peggiori, si sono trascinati la polmonite a casa sperando passasse, sono arrivati qui quando era già troppo avanti. Piario è saturo. Mezzo ospedale è tutto per Covid. Le sale operatorie hanno chiuso per diventare posti di rianimazione. Il Pronto Soccorso da ormai 3 settimane è  perlopiù un reparto di accampati Covid a cui si cerca di dare un minimo di assistenza nel marasma più assoluto….

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