PIARIO – LETTERA – DENUNCIA – Ospedale Piario: in fila, fuori, al freddo. “Basta stare zitti di fronte alle ingiustizie”

Alla Spett.le Direzione Medica dell’ospedale “M. O. A. LOCATELLI” dott.ssa Patrizia Lanfranco e per conoscenza: – all’Egregio Direttore del periodico Araberara – all’Egregio Direttore del quotidiano Bergamonews

Egregia Dottoressa,

sottopongo alla Sua  cortese attenzione questa piccola cronaca.

Alle 8,20 di stamattina, 8 ottobre 2021, giorno ormai autunnale, arrivando dopo il viale all’entrata solita per vari esami all’ospedale di Piario, vedo alcune persone, tra cui un’anziana signora in carrozzella, che aspettano fuori il proprio turno. Proprio fuori, all’aperto, con un pochino di tettoia. Mi fermo anch’io, passa il tempo, un giovanotto, accuratamente ‘isolato’, va e viene chiedendoci se siamo tutti lì per gli esami del sangue: qualcuno no, e allora deve andare all’entrata dall’altra parte dell’edificio.

Intanto la signora in carrozzella aspetta, poi arriva un’altra signora che cammina faticosamente, col bastone. Per fortuna riesce a mettersi su un sedile, ma la sua accompagnatrice non può starle accanto: sono sedili “sbarrati”! Una signora fa passare avanti la carrozzella, ma ancora niente entrata. Al che l’unica cosa sensata da fare sia dire al figlio della signora di entrare comunque, però arriva il giovanotto che finalmente la fa accomodare dentro.

Intanto la fila fuori si allunga, neanche i prenotati possono entrare. Al mio turno entro e mi viene dato il numero 71 per la chiamata allo sportello, anche se il display prevede già il 72. Nella sala solitamente chiamata ‘d’aspetto’ ci sono tre persone, una per ogni tre file di sedili e qualcuno sosta vicino alla porta. Quando entro nella sala prelievi vedo ancora la signora in carrozzella intorno alla quale si affanna il personale perché non si riesce a trovarle la vena: l’anziana signora è tutta intirizzita per il freddo patito.

Quando esco trovo una fila di dieci persone che borbottano e il solito leghista che se la prende con Roma. La sottoscritta domanda, lì intorno, a chi si possa chiedere qualche lume sulla faccenda. “Alla Direzione medica” – mi dicono. Prometto allora che sul disagio di questa mattina scriverò una lettera alla Direzione Medica e, come vede, l’ho fatto…

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