PARRE – LETTERA Con la partenza di don Armando la Curia spezza un filo con i fedeli

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Egregio Direttore,

ha ragione Anna Carissoni quando, su un numero del Vs giornale, parla di “delusione e sconcerto” per la partenza del parroco di Parre don Armando!

E’ vero che la Conferenza Episcopale ha disposto che quando la nomina dei parroci viene fatta a tempo determinato abbia la durata di 9 anni. Ma il Diritto Canonico (art.  522) afferma: “E’ opportuno che il parroco goda di stabilità, perciò venga ordinato a tempo indeterminato”.

Nei 12 anni a Parre don Armando ha adempiuto fedelmente e magnificamente a quanto richiesto negli art. 528 e 529 ed è andato oltre: nei suoi anni di presenza si è creata una reciproca fiducia una grande corresponsione nei suoi confronti: un sentimento di credibilità negli insegnamenti religiosi, per come venivano espressi e per l’impegno teologico profuso per meglio farci comprendere le verità e i significati del Vangelo.

Quando dopo 12 anni di apostolato si raggiunge una simbiosi tra il pensiero del sacerdote e quello dei suoi fedeli i quali, attratti dalle sue parole e dal suo esempio, lo seguono nella quotidiana vita di fede della comunità; quando i cittadini si rendono conto che quel sacerdote sta dando tutto se stesso per la loro crescita spirituale e non solo, è pericoloso spezzare questo filo!

Viene da pensare che il Vescovo lo abbia fatto probabilmente non per ispirazione cristiana, ma per una logica tutta umana e poco evangelica…

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