PARRE – La staffetta dell’oratorio non si ferma. Da 10 anni il via all’anno pastorale di… corsa. Don Armando: “Dobbiamo rimetterci in gioco, si è sfilacciato il tessuto del paese”

Una staffetta che non si è fermata nemmeno quest’anno. Perché a caricare i podisti c’è la voglia di tornare a correre di un oratorio, di una parrocchia, di una comunità. A Parre la staffetta che apre l’anno pastorale è ormai un appuntamento fisso. Da posti sempre diversi ogni anno a inizio ottobre un gruppo di corridori parte per raggiungere Parre, dove ad attenderli c’è un oratorio in festa. “L’idea era nata insieme ad un gruppo di giovani dell’oratorio – inizia a raccontare il parroco don Armando Carminati: iniziare l’anno con una staffetta da una città significativa sino a Parre, portando come testimone un messaggio che indicasse una linea da seguire lungo tutto l’anno a livello pastorale”. E i chilometri macinati in questi anni sono stati davvero tanti. “Un anno siamo partiti da Torino per don Bosco, un anno da Roma, dove il Papa ci ha acceso e consegnato la fiaccola. Si corre di giorno e di notte, grazie ad una squadra di volontari che organizza le tappe e tutti gli aspetti pratici, dal mangiare al dormire, ma anche il percorso”. 

A coordinare la macchina organizzativa da quattro anni è il giovane Luca Castelli, che racconta: “Questo sarebbe il decimo anno, anche se, essendo stata molto ridotta, preferiamo rimandare la vera decima edizione al prossimo anno. Le prime staffette si sono svolte in anni non consecutivi, ma sempre legate alla festa dell’oratorio. Da quella di Torino nel 2011 l’abbiamo sempre fatta tutti gli anni: nel 2012 da Assisi, nel 2013 da Roma, nel 2014 da Piz Boe, nel 2015 da Loreto, nel 2016 da Monte Argentario, nel 2017 da San Patrignano, nel 2018 da Redipuglia, nel 2019 da L’Aquila”.

E le persone coinvolte sono davvero tante. “Di solito una cinquantina di persone – racconta Luca –: una trentina di corridori, gli autisti dei cinque pullmini e i meno giovani che si occupano della logistica, come la preparazione di pranzi e cene nelle sedi dove si alloggia. Si sta in giro 3 giorni, correndo anche durante le due notti perché la fiaccola non si ferma mai: ci si dà il cambio. Soprattutto per la notte, ci aiuta anche un’ambulanza che illumina la strada e garantisce la sicurezza”. …

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