NEMBRO – GAVARNO – Ovidio, Fausto e i 70 anni della “butìga del Bortol”

Siamo a Gavarno, frazione di Nembro, lungo la strada che conduce a Scanzorosciate. In questo sabato di metà novembre i raggi del sole non riescono a oltrepassare le nuvole, però in Piazza Rinnovata si sente il calore delle persone che passeggiano, si fermano a parlare tra loro del più e del meno. Alcune di loro entrano nel negozio “del Bortol”. Sì, perché questa è conosciuta da molti come “la piazza del Bortol”.

Ovidio Gritti (uno dei tre figli del Bortol) è, come al solito, dietro il bancone a servire i suoi clienti. Suo fratello Fausto ha passato la notte, come sempre, a fare il pane e la mattinata a portarlo al domicilio dei clienti. Un pane speciale, fatto con tecniche antiche che ne fanno “il pane di una volta”. L’Alimentari Gritti ha ottenuto dalla Regione Lombardia il riconoscimento di ‘attività storica’ essendo nata nel lontano 1953.

In realtà è nata poco prima, giusto 70 anni fa, fondata da mio papà Bortolo, che era nato a Bracca, in Val Brembana, nel 1924. A 12 anni si era trasferito a San Giovanni Bianco per lavorare come panettiere. Dopo un quindicennio di lavoro in Val Brembana – racconta Ovidio – si è trasferito qui a Gavarno all’inizio del 1952, perché era venuto a sapere che veniva ceduto un piccolo negozio. All’inizio la situazione non era facile, il lavoro era duro, c’erano debiti da pagare. Il papà lavorava di giorno in negozio e di notte al forno. È in quel periodo che arriva mia mamma, Giuseppina, da tutti chiamata Pina, originaria di San Giovanni Bianco, che aveva fatto esperienza in un negozio di San Pellegrino. Era venuta qui a fare la classica aiutante di bottega, avrebbe dovuto fermarsi solo sei o sette mesi. E, invece un anno dopo erano sposati”.

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