MONTECAMPIONE – Il presidente di Montecampione Ski Area: “Non siamo figli di un Dio minore, abbiamo opportunità e potenzialità”

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Splende il sole su Montecampione. È l’ultimo giorno del 2021, dall’altra parte del telefono c’è Stefano Iorio, presidente di Montecampione Ski Area. La stagione sciistica del comprensorio della bassa valle è partita con la giusta dose di entusiasmo. E non poteva che essere così dopo un anno e mezzo di stop forzato dovuto al Covid. Certo, le temperature non stanno aiutando: “Sono partito questa mattina alle 6 da Montecampione e c’erano 10 gradi, sono arrivato a Brescia e ce n’era 1. Ma non ci abbattiamo, la parola chiave di quest’anno, e non solo per noi, ma direi per tutto il Paese, è sicuramente ‘resilienza’, bisogna resistere e reagire. Dopo un anno e mezzo in cui siamo stati fermi, la neve è arrivata presto e siamo riusciti ad aprire le piste con il ponte dell’Immacolata, anche se non è stata sufficiente per aprire l’intero comprensorio. Con queste le temperature, più alte rispetto alla media, anche l’innevamento artificiale è problematico e la neve resta soltanto nelle zone d’ombra. Ma noi continuiamo a lavorare con impegno con la neve che abbiamo e la gente può comunque sciare. Lo ripeto, bisogna resistere e guardare avanti con ottimismo”.

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Poca neve, ma comunque tanta gente sulle piste: “Stiamo lavorando solo con due impianti su dieci, Gardena e Corniolo, ma abbiamo registrato un’importante affluenza che ci fa ben sperare. Siamo soddisfatti perché dopo venti mesi è bello ricominciare e vedere nelle persone la voglia di tornare a sciare. L’anno scorso abbiamo avuto gli sci club, ma c’erano soltanto loro, perché così voleva la legge, ed è stata quindi una falsa partenza. Quasi per una beffa, la neve allora non mancava, anzi, non sapevamo più dove metterla (sorride, ndr). Quest’anno l’avvio è stato comunque positivo e ci voleva. Tenere chiusi gli impianti perché non c’è neve, non è bello. La gente aveva una grandissima voglia di sci e noi ce l’abbiamo messa tutta per soddisfarla con i mezzi che avevamo. Anche perché il nostro lavoro si concentra proprio in questi tre mesi e, dopo due anni di chiusura, non potevamo mancare all’appuntamento. Questo però non significa fermarsi con le manutenzioni ordinarie e straordinarie: quest’anno ne abbiamo fatte tre speciali e in più le revisioni obbligatorie per legge, Nel complesso un investimento economico non indifferente”…

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