Miseria e Nobiltà

Sopravvivere con 250 euro al mese

L’asfalto profuma di terra e il golf bianco di G. non serve a riparare niente e nulla. Fa freddo dalle parti della famiglia di G. Lei 42 anni, lui 44, convivono da 11, felicemente, nel senso affettivo, poco felicemente nel senso remunerativo. Storia di nuove povertà, arrivate all’improvviso tra capo e collo, a raffreddare tutto e tutti. G e L abitano in un paese dell’Alto Sebino, 1150 euro lui, impiegato, lavori in nero per lei, donna delle pulizie quando capita. Un mutuo per la casa dove se ne vanno 600 euro al mese e prestiti un po’ dappertutto: “Abbiamo comprato il frigo a rate, il computer a rate, il divano a rate”, quello che resta, poco, serve per arrivare a fi ne mese, in mezzo bollette, assicurazione auto e imprevisti. Come quello capitato un mese fa quando l’auto di L finisce fuori strada, asfalto bagnato, gomme lisce da cambiare da tempo, auto dal carrozziere. 800 euro di riparazione imprevisti. 800 euro che non ci sono. G e L cominciano il giro delle banche, serve un altro prestito, appuntamenti, incontri, spiegazioni, niente di niente. G e L passano alle società finanziarie che controllano e scoprono che due anni fa G e L avevano saltato un mese di rimborso rata e allora non se ne fa niente, non ci sono garanzie. G e L girano in pullman da un mese, l’auto rimane dal carrozziere. Soldi non ce ne sono. Ce ne saranno quando G e L si affideranno a qualcuno che presta soldi subito, senza guardare in faccia troppo a rate e numeri, con tassi altissimi: “Gli strozzini ci sono anche da noi – racconta Simone M, promotore finanziario – praticano tassi altissimi e ti danno i contanti subito, una spirale da cui non esci più, ma purtroppo noi promotori e anche le banche abbiamo dovuto chiudere i rubinetti. I prestiti sono sempre più selezionati e controllati e molto più difficili da ottenere”. Michele e Simona invece sono sposati da poco, sei mesi, giusto il tempo di tirare assieme un appartamento, fare il mutuo per pagarlo e rimanere incinta, gravidanza inattesa, Simona che lavora con contratto a tempo determinato perde il posto e nell’appartamento appena acquistato manca la cameretta per il bimbo. Michele e Simona girano le banche alla ricerca di un nuovo prestito, niente, alla fi ne glielo concede una società finanziaria, tasso 20%, Michele guadagna 1200 euro, Simona non guadagna più niente, mutuo di 700 euro, 150 euro al mese per la cameretta e siamo a 850 euro. Michele e Simona vivono, devono vivere con 250 euro al mese, sperando che non capiti un dente cariato o una multa sul parabrezza, le società ffinanziarie non contemplano imprevisti.

Chi non si adatta alla povertà: “Una volta era il pane necessario per alcuni adesso è il cellulare ”

La famiglia M. abita dalle parti di Sarnico, una casa vicino al lago ereditata dai genitori, Alessandro, il marito fa il geometra per uno studio d’architettura, Michela la commessa in un negozio di abbigliamento part time. Due auto, una Audi A 3 per Alessandro, una Smart per Michela. Due auto prese a rate, 300 euro al mese per l’Audi, 200 euro al mese per la Smart. Lo stipendio di Alessandro è di 1500 euro al mese, quello di Michela di 550. In tutto 2.050 euro. Due auto, la donna delle pulizie una volta a settimana per un costo di 300 euro al mese che sommati alle rate dell’auto fanno 800 euro. E poi un’infinità di prestiti che hanno messo sul lastrico la coppia. “Il problema – spiega sempre Simone, il promotore finanziario – è che ci sono due tipologie di persone che chiedono il prestito, quelli che lo chiedono per beni di prima necessità e quelli che lo chiedono per beni voluttuari”. Alessandro e Michela hanno chiesto il prestito anche per un frigorifero da 2000 euro e poi per la vacanza di 4 giorni a Pasqua in una città d’arte Europea e poi l’ultima richiesta di pochi giorni fa che la finanziaria ha rifiutato: “Alla fi ne – spiega Simone – abbiamo dovuto dire no per l’ultimo prestito che ci ha chiesto l’altro giorno, per acquistare una piscina interrata in giardino, ma oramai sommando tutte le rate dei beni acquistati supera di gran lungo la capacità di rimborso. Una coppia che si ritrova con la lingua a terra e piena di debiti, in questo caso per acquisti non di prima necessità ma anche qui non è una novità. Le persone e le coppie che si indebitano per acquisti così detti voluttuari sono in vertiginoso aumento”, E’ cambiato lo stile di vita: “Altroché. Molti erano abituati a un tenore di vita che è sostenibile solo quando tutto gira per il verso giusto ma quando le ore di lavoro diminuiscono così come i redditi bisogna tirare il freno e invece continuano ad avere lo stesso livello. Una volta era il pane necessario per alcuni adesso è il cellulare, bisogna scindere e anche noi quando facciamo prestiti dobbiamo fare queste valutazioni. C’è poi un’altra caratteristica, gli italiani fi no a qualche anno fa erano delle vere e proprie formiche, era la caratteristica degli italiani, risparmiavano, adesso si spende quasi tutto e così quando capitano periodi di vacche magre si ricorre al prestito per qualsiasi cosa”. Due quindi le tipologie di chi richiede prestiti: “Sì, c’è chi ha bisogno per prima necessità e in quel caso il rapporto diventa quasi come quello degli assistenti sociali, all’inizio sono molto timidi e hanno quasi vergogna a parlare, poi prendono confidenza e raccontano tutto, anche situazioni drammatiche, credo ci sia un forte bisogno di sfogarsi, di liberarsi di angosce e paure, doversi ingegnare in ogni modo per arrivare a fi ne mese magari con bambini piccoli è un dramma, soprattutto per italiani che si vergognano a dover ammettere di non farcela più”. E poi i prestiti molte volte generano prestiti: “Per quelli che hanno davvero difficoltà il prestito non risolve il problema ma alla lunga lo aggrava, assomma somme da restituire ad altre somme e il dato pauroso è che le persone che chiedono prestiti sono in continuo aumento. Anche per noi non è facile concederlo perché sulla carta quasi sempre risulta solo il reddito del marito perché molte donne lavorano in nero e non può essere calcolato”. Meglio cercare di ottenere prestiti dalle banche: “Hanno tassi di interesse più bassi ma è più difficile ottenere prestiti, poi ci sono le società finanziarie che hanno maglie più larghe ma tassi molto più elevati”. Più italiani o extracomunitari? “Ormai la percentuale è uguale ma c’è un altro fenomeno che riguarda gli extracomunitari. Molti non avendo stipendio fisso o non essendo ancora regolari si fanno prestare soldi da extracomunitari che hanno i requisiti per avere prestiti e quindi girano il prestito poi a chi non poteva ottenerli. Fanno i prestiti anche se non ne hanno bisogno per poi girarli a tassi alti a chi ne ha bisogno ma non può ottenerli, un fenomeno in forte espansione”. E poi ci sono le cosiddette ‘trappole legalizzate’: “E le più facili sono le carte di credito che hanno interessi anche del 17-20%, si acquista un bene, non lo si paga subito ma con la carta di credito magari a 100 euro mensili ma gli interessi sono altissimi e così se si acquista un computer in questo modo alla fi ne è come se ne avessi pagati quasi due”.