Marzo 2020 – Rovetta – Flavio, la fotografia, l’arte, Morgan, Renata e quei viaggi dove la meta era la libertà

I riccioli liberi come il suo sguardo, quella curiosità viva di chi guarda sempre oltre, il senso di libertà nel dna, l’amore per la vita, per il mondo e soprattutto per Morgan e Renata, l’arte, la fotografi a, le riprese video, i giornali, la natura… Potremmo andare avanti all’infi nito perché Flavio era ed è infi nito. La sua macchina fotografi ca e la telecamera in spalla, compagni di una vita. Porto con me ovunque il ricordo di una nottata meravigliosa, probabilmente la più bella da quando faccio questo mestiere, un mucchio di anni fa, io, Flavio e Luisa Alquati che lo ha preceduto in cielo sei anni fa, eravamo a Boario, una notte a raccontare le prostitute, ne era uscito un servizio che ci ha lasciato qualcosa dentro che non si cancella ma anche e soprattutto ci ha lasciato il ricordo di una nottata a parlare, scherzare, ridere, guardare il cielo, cercare brioches calde all’alba e poi tornare a casa con un senso di gioia nel cuore. Perché Flavio era una forza della natura, coinvolgente, intenso e appunto libero. Se ne è andato domenica 29 marzo all’istituto San Luca di Milano, dov’era ricoverato da alcuni giorni in gravi condizioni. Diplomato alla scuola d’arte “Andrea Fantoni” di Bergamo, Flavio Marinoni era diventato fotografo e aveva iniziato a collaborare con agenzie foto giornalistiche di Milano. Aveva realizzato anche diversi reportage in Africa e Asia, tra cui molti servizi subacquei. In seguito, aveva continuato ad occuparsi di news e cronaca, iscrivendosi anche all’Ordine dei giornalisti. Aveva poi creato una società che si occupava di riprese video e foto dall’alto. Poi era diventato operatore steadicam, iniziando a collaborare con le più importanti reti televisive italiane ed estere per servizi e numerose trasmissioni televisive. Dipingeva e scolpiva. Con lui, sempre Renata Nonis, la moglie anche lei artista libera come Flavio. E poi Morgan, il figlio, fotografo e grafico per anni anche ad Araberara, prima di andare nel mondo a respirare anche lui quella libertà che la sua famiglia ha nel dna. E ora Flavio è libero nell’infinito, e da lassù, dove tutto è per sempre accarezza con lo sguardo Morgan e Renata.