Marco Zanni: “Vogliamo un’Europa meno burocratizzata: bisogna fare meno, fare meglio”

E’ un europarlamentare uscente, prima con i 5 Stelle poi con la Lega. “Sono passato alla Lega perché ha una visione strategica chiara, cosa che non avevano i 5 Stelle che, partiti da euroscettici, si sono poi aggregati al gruppo più pro-europeo che c’è in Parlamento. Da Matteo salvini ho ricevuto il compito di responsabile con i rapporti esteri, per creare in prospettiva, dopo le elezioni un soggetto politico che sia un’alternativa ai due gruppi tradizionali di popolari e socialisti. Puntiamo ad avere un gruppo di 12 partiti con almeno 90/100 deputati, alcuni dei quali in Governi che saranno rappresentati in Commissione e così si potrà incidere nelle decisioni”.

Cos’è che non va nell’Unione Europea attuale? “Così com’è ha poco senso, non ha saputo affrontare le tre grandi crisi di questo tempo: quella economica, quella della sicurezza e quella dei flussi migratori. Per la prima la risposta inadeguata è stata quella dell’austerità, per la seconda la politica delle porte aperte è stata devastante così come il tema dell’accoglienza, un tema che non piace all gente. Adesso si vuole cambiare radicalmente passando da un super-Stato burocratico al ritorno della centralità degli Stati, un’Europa che non certi l’omologazione ma rispetti le diversità degli Stati. Adesso ci si occupa di regolamentare la vita dei cittadini, con un eccesso di regolamentazione per cui si impone la misura perfino dei… cetrioli. Il tutto senza rispettare le diversità, perché il sistema danese ad esempio è diverso da quello italiano e non può valere la stessa regola, bisogna rispettare, ripeto, la centralità egli Stati uniti”.