Maggio 2020 – Onore – L’azienda ML Engraving in campo per trasformare maschere per la terapia sub intensiva

Fare rete. Unire le forze, le competenze, i mezzi. Per provare a rispondere insieme alle necessità. Di fronte all’emergenza sanitaria la valle Seriana ha mostrato non solo un volto dolente, ma anche uno fatto di generosità e comunità. Tra le iniziative nate nelle scorse settimane per provare a rispondere alle esigenze che il sistema sanitario ha manifestato c’è stata quella che ha visto come protagonista l’azienda ML Engraving di Onore e ha fatto orbitare una grande mobilitazione di uomini e mezzi. Tutti insieme per trasformare le maschere da snorkeling Easybreath della Decathlon in dispositivi ad uso ospedaliero, da impiegare nella terapia sub-intensiva. “In risposta all’appello lanciato da una ostetrica dell’ospedale Locatelli di Piario, l’azienda ML Engraving di Onore (che si occupa di incisione laser – ndr) ha avviato una serie di test per realizzare i componenti necessari per adattare le maschere – inizia a raccontare Silvia Lodetti , responsabile dell’uffi cio comunicazione – L’idea originaria spetta agli Ingegneri Cristan Fracassi e Alessandro Romaioli di Isinnova, che in collaborazione con il dott. Renato Favero hanno progettato valvole e raccordi pubblicando sul loro sito i fi le per poterli replicare mediante stampa 3D, ovvero un processo che consente la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante produzione additiva (aggiungendo uno strato sopra l’altro), partendo da un modello 3D digitale”. E la sperimentazione ottiene subito successo: il prototipo ottiene infatti la risposta positiva dell’ospedale. Un risultato che ha fatto gioire il quadruplo rispetto alle soddisfazioni ottenute solitamente nel proprio lavoro. “La commozione di aver aiutato un paziente è stata tanta – commenta Silvia Lodetti -. Ecco che, in men che non si dica, la macchina della solidarietà si è messa in moto. ML Engraving si è trasformata in centro di raccolta dei pezzi stampati, della loro validazione e del montaggio delle maschere. Si è occupata inoltre del coordinamento di oltre 50 makers (ovvero possessori di stampanti 3D) che hanno risposto all’appello. Un sistema coordinato che ha permesso di convogliare gli sforzi di tutti in modo effi ciente. Infatti molti makers già si erano attivati in modo autonomo, ma non sapevano a chi consegnare i pezzi stampati, se andassero bene, se ci fossero modifi che da fare o se il materiale fosse adeguato”. A fi anco dell’azienda e degli stampatori si sono schierati anche quei volontari abituati a rispondere sempre presente quando una necessità chiama. “La Protezione civile di Clusone e gli Alpini hanno gestito i ritiri presso gli stampatori in modo da rifornire quotidianamente la produzione delle maschere. Nell’arco di dieci giorni sono state realizzate oltre 200 maschere complete e oltre 500 pezzi stampati da sostituire (in quanto vanno sostituiti per ciascun paziente)”. Un sistema che funziona Una macchina che non si ferma. Al punto da estendere la produzione anche ad altro. “Parallelamente a questo progetto, molti makers stanno lavorando per la realizzazione di supporti per le visiere usate da operatori e personale ospedaliero, ma anche per RSA e medici di base”. Un progetto reso possibile dall’unione di tante forze, a cui Silvia vuole esprimere la propria sincera gratitudine. “I ringraziamenti vanno in primo luogo a tutti i ragazzi che hanno speso tempo e risorse proprie per stampare valvole e raccordi. Poi a cascata tutti coloro che hanno reso possibile il progetto: ML Engraving per il coordinamento di tutti i makers e per il lavoro di validazione di tutte le valvole pervenute grazie all’instancabile R&D Paolo Giudici. Il sindaco di Onore Michele Schiavi che ha concesso i permessi per i viaggi da e verso l’azienda e che si è mosso sin da subito per agevolare il progetto. Gli Alpini e la Protezione civile di Clusone che hanno incessantemente ritirato materiale in tutta la provincia. E poi ovviamente un ringraziamento speciale agli operatori dell’ospedale Locatelli di Piario per il lavoro senza sosta nel fornire assistenza medica, emotiva e psicologica a tutte le persone ricoverate”. Nel frattempo anche ML Engraving, azienda che ha una quarantina di dipendenti, nelle scorse settimane ha dovuto fermare la produzione. Senza però interrompere del tutto il proprio lavoro. “Come ogni altra azienda, ML Engraving ha dovuto scontrarsi con le restrizioni e la chiusura per contenere il diffondersi del virus. La gestione della situazione non è di certo stata semplice. Un evento di tale portata coglie chiunque di sorpresa. Ecco perché l’azienda ha scelto di seguire con attenzione le norme segnalate nei decreti pensando prima di tutto alla salute dei propri dipendenti e collaboratori. Se da un lato la parte operativa è stata fermata completamente, numerose attività sono state gestite in smart working: la progettazione e i servizi di co-design, le attività amministrative, la pianificazione di strategie di contenimento danni in vista della ripartenza. Questo perché dopo la salvaguardia della salute dei propri dipendenti un imprenditore pensa alla salvaguardia di tutti i posti di lavoro. L’azienda si è anche mossa per cercare dispositivi per mettere al sicuro il personale: mascherine, guanti, soluzioni disinfettanti e termo scanner in vista della ripartenza”.