LOVERE – Viaggio nei quartieri di Lovere/1 – Trello, la Balì, il campo di bocce, i condomini e le villette, il Piccolo Sentiero, la Trattoria Aurora, il dissesto idrogeologico e…

Il sole si infila dappertutto in questo quartiere infilato tra montagna e asfalto che ti porta dritto dopo poche decine di metri nel cuore di Lovere. Ma qui il cuore è un altro. Siamo a Trello, un pomeriggio di inizio maggio, lunedì, poca gente in giro. I tre palazzoni all’entrata del quartiere sembrano fare da guardie del corpo al resto della zona: “In questi condomini i residenti sono quasi tutti stranieri – mi spiega il mio accompagnatore – leggi i nomi sui citofoni ma l’integrazione è perfetta, nessun problema, anzi, e nei lunghi pomeriggi di questi tempi che sembrano infiniti lì nel campetto davanti trovi un sacco di ragazzini di tutte le etnie che giocano a basket o a calcio. Quei condomini sono uno dei pochi baluardi di Lovere dove ci sono appartamenti a prezzo abbordabile, perché il problema anche qui in Trello è sempre lo stesso di Lovere, il costo al metro quadro è molto più alto che i paesi vicini e cosi tante giovani famiglie se ne vanno altrove, anche perché da qui il lago non lo vedi e quindi cosa cambia abitare qui o a Sellere?”. Proseguiamo lungo la strada principale, sulla sinistra la zona residenziale, qualche villetta nuova vicina a case storiche e alcune abbandonate. Mi raccontano della Trattoria Balì e dei suoi ravioli: “Qui facevano i ravioli più buoni del mondo, venivano da tutte le parti a comprarli, una trattoria dove passavamo pomeriggi e serate a cantare, giocare a carte e stare insieme, quelle volte a botte, ricordo di inizio anni ‘800, i tornei di bocce che erano infiniti, tutto il paese arrivava qui a tifare e poi brindare insieme con un buon bicchiere di vino e cenare con quei casoncelli che erano famosi in tutta la zona. Un locale l’abbiamo, la Trattoria Aurora, per fortuna, che è davvero un punto di riferimento per il quartiere e per chi viene da fuori, si mangia bene, si mangia roba genuina e si sta bene, c’è un ottimo panificio e poi altri locali non ce ne sono, cosi come non ci sono servizi, per andare in Posta, in Banca o accedere ad altri servizi bisogna scendere nel centro ma non è poi cosi distante, insomma noi qui stiamo bene, sembriamo isolati ma siamo dentro tutto” Qui in Trello c’è anche la sede del Piccolo Sentiero, la storica cooperativa guidata da Don Cesare Isonni, tutto era cominciato negli anni ’80, quando Don Cesare, prete caparbio, ‘intenso’ come lo ha definito qualcuno qui che lo conosce bene, quell’intensità di Dio che ti resta addosso e dentro, riesce ad avere in affitto una stanza in una palazzina di Via Papa Giovanni XXIII…

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