LOVERE – Nonna Bortolomea, la polmonite e quella ‘rinascita’ in casa di riposo. La figlia: “In ospedale le avevano dato poche ore di vita, invece…”

Paura, speranza e alla fine tanta, tantissima, felicità. La storia di Maria, che di cognome fa Zubani, e di mamma Bortolomea Deleidi inizia alla fine di gennaio, quando qualche problema di salute l’ha costretta al ricovero in Ospedale, a Lovere. Le sue condizioni si aggravano. Polmonite (ma quando ancora il Covid sembrava essere molto lontano). I medici guardano negli occhi la famiglia, “preparatevi perché la situazione è molto grave”, insomma questione di poche ore. “Avevo il terrore di perderla – spiega commossa Maria –, quel periodo è stato un incubo, ma lei è stata più forte della polmonite e dell’ictus che l’aveva colpita. Non dava cenni di risveglio ma i parametri vitali erano stabili, aveva spesso delle crisi, ma è riuscita a superarle. È rimasta in ospedale per tre settimane, i medici e gli infermieri sono stati meravigliosi, l’hanno curata e accudita, io e la mia famiglia dobbiamo ringraziarli davvero molto”.

Poi è arrivato il momento delle dimissioni: “A dire la verità sono rimasta spiazzata, non sapevo cosa fare, gestirla a casa in quelle condizioni era davvero impossibile e così ho contattato l’assistente sociale di Costa Volpino, mia mamma infatti è originaria di Ceratello, e mi ha consigliato di portarla in casa di riposo, a Corti, al Pensionato Contessi – Sangalli. Così abbiamo fatto, non c’erano molte alternative… mamma è stata l’ultima ospite ad entrare prima che tutto venisse chiuso a causa del Covid”….

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