LOVERE – LA STORIA I 90 anni della ditta Taccolini: “Quel carretto, la trattoria Norge del nonno, la spuma, le prime bibite e ora la produzione di birre ed Amari…”

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Sabato pomeriggio. Giuseppe e Giovanni Taccolini sono seduti nel loro ufficio in Poltragno, zona Lovere, attorno a loro è un andirivieni di gente. Da anni è così, da decenni, da quasi un secolo. Da quanto Taccolini è diventato non solo un cognome, ma un marchio, anche in termini di qualità Questa è una storia che parte da lontano, 1923: “Mio nonno – raccontano Giuseppe e Giovanni – trasportava coi carri il gesso dalle Reme di Lovere alla chiatta del porto e le portava a Sarnico, nel ’23 è riuscito ad acquistare dalla famiglia Bonotti un palazzo del centro storico e lì ha aperto una trattoria, l’ha chiamata Norge, dal nome del dirigibile costruito da Umberto Nobile e della famosa spedizione al Polo Nord”. E il Norge diventa subito un punto di riferimento per tutta Lovere: “Tanto che chi frequentava la trattoria venivano chiamati i norgiani, c’erano alcuni clienti fedelissimi, tanto che i loro bicchieri avevano un posto nelle loro scansie. La trattoria era sotto le stanze del palazzo, mentre sopra c’era l’albergo”. Lovere allora era un importante crocevia, allora c’era il mercato del bestiame in piazzale Marconi, c’erano le cantine con stalle dove mettevano gli animali: “E i contadini che avevano i soldi dormivano nelle camere di albergo mentre gli altri, dormivano nelle stalle con il proprio bestiame”. Nel 1929 il nonno decide di allargarsi: “Apre un piccolo laboratorio di bibite dove produce la gassosa…

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