LOVERE – Il ‘Silence teatro” premiato per il miglior spettacolo al Festival regionale della F.I.T.A., una pièce dedicata alle storie di erranza e di speranza del Terzo Millennio

La sera del 24 luglio scorso il Silence Teatro di Lovere ha ottenuto il Premio Miglior Spettacolo al Festival  “Teatro sotto le stelle – Questa sera si recita all’aperto”, il  Concorso teatrale Regionale organizzato dalla F.I.T.A. Lombardia che si è svolto dal 10 al 24 luglio con la partecipazione di numerose Compagnie lombarde.

Il Silence Teatro ha presentato “Voci Straniere”, spettacolo sul tema dell’emigrazione e la convivenza tra diverse culture che la Giuria ha premiato con queste le motivazioni: “la coralità, il ritmo e il coraggio dall’uscire dagli schemi con uno spettacolo su un tema sociale di grande importanza; la capacità di tenere la scena e conquistare il pubblico attirandolo nel racconto, con la gestualità e l’uso del corpo; l’utilizzo degli elementi scenici e dei costumi  puntuale e suggestivo, col risultato di  “uno spettacolo coinvolgente, anche nel rapporto con il pubblico, in cui il respiro comune del gruppo è emerso con forza”.

Molto soddisfatto il regista, Luigi Pezzotti, al quale abbiamo chiesto di parlarci più a lungo di questa piéce:

“Con ‘Voci straniere’ il nostro teatro ha intrapreso un lavoro che ha per tema il viaggio ed in tanti modi di essere viaggiatori, nella vita e sulla scena. Come già succedeva nel XIX secolo per molti popoli d’Europa in cerca di fortuna in America, ancora oggi esiste una moltitudine di persone costrette ad abbandonare la terra dove sono nate e cresciute. Milioni di storie identiche e diverse: uomini, donne, bambini cacciati via dalla loro terra dall’intolleranza o dalla miseria; dall’oppressione politica, razziale, religiosa o dalle guerre sempre d’attualità. Popoli che lasciano tutto ed approdano in posti che ci riportano all’Elllis Island descritta da Georges Perec: “Il luogo dell’assenza di luogo, il non luogo, il da nessuna parte”; luoghi dove le genti non trovano affatto segnali, radici o tracce, ma qualcosa che si potrebbe chiamare reclusione, scissione, frattura…”…

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