LOVERE – Ecco il diario di Ivan Piana (uno dei 13 Martiri): “Quello che viene fatto contro l’Italia è peggio di una pugnalata…”, sogni, paure, amori di un giovane

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Ivan Piana, partigiano dei SAP, con Salvatore Conti, è da poco tempo aggregato alla banda partigiana di Giovanni Brasi, quando viene catturato con altri, durante il rastrellamento del 7/12/1943. Quel giorno, un centinaio di uomini, tedeschi e militari della GNR, saliti sopra Ceratello, si dirigono sicuri alle stalle di Ramello, guidati da un finto partigiano Ninetto Vaccaro. Circondata la stalla e, sorpresi gli uomini del posto di guardia, i partigiani presenti vengono catturati. Sono: Giulio Buffoli, Giacinto Macario, Giovanni Vender, Andrea Guizzetti, Salvatore Conti e Ivan Piana. Il gruppo di partigiani è tenuto sotto la tettoia della casupola, con la faccia rivolta al muro, mentre i militari perlustrano la zona circostante. Brasi e la squadra Comando, che erano alloggiati nella stalla poco più in alto, avvisati, riescono a sganciarsi, second la tecnica della guerriglia, disperdendosi per ritrovarsi in un’altra base. Le truppe impegnate nel rastrellamento, non riuscendo a raggiungerli, scendono a Lovere con i prigionieri. La sorpresa in un paese è enorme. Mezzogiorno è passato da poco e i militari si fermano a pranzo al ristorante Sant’Antonio, situato di fronte al lago, con i prigionieri in attesa sotto la pioggia; fuori dal locale, è un accorrere di parenti e di una folla di curiosi. Nel pomeriggio vengono tradotti a Bergamo, dove sono interrogati. Sulla base delle loro confessioni, altri sei partigiani vengono catturati a Grumello del Monte nelle loro abitazioni; essi sono: Francesco Bessi, Mario Tognetti, Giuseppe Ravelli, Vittorio Lorenzini, Giovanni Moioli e lo slavo Luca Nikitsch che era loro ospite. Il tenente Eraldo Locardi verrà preso a Milano, nell’abitazione della moglie. I 13 partigiani vengono portati a Lovere il 22 dicembre 1943.

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