LOVERE – ACCADEMIA TADINI – INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE – Roberto Forcella e la Tadini: le collezioni, i progetti per il futuro, i 2.500 visitatori in tempo di Covid

Molti transitando a Lovere avranno notato il grande palazzo con le colonne di stile neoclassico che si affaccia sul lungolago. Qui ha sede da oltre duecento anni la Galleria dell’Accademia Tadini lasciata in donazione ai loveresi nel 1928 dal conte Luigi Tadini. 

Domandiamoci cosa significa Tadini a Lovere. L’Accademia Tadini è una istituzione che gestisce un museo distribuito in 31 sale di esposizione e promuove iniziative culturali rivolte ai residenti di un ampio territorio ed ai turisti. Poi parliamo del luogo, si tratta di tutte le costruzioni che rimangono all’interno di un quadrilatero delimitato dalla strada del lungolago, la pazza Garibaldi e via Matteotti verso monte, la via Giorgio Oprandi sul retro e all’ultimo lato la Rampa Volpi. Tutti gli edifici compresi in quest’area sono di proprietà della Fondazione Accademia di belle arti Tadini Onlus, con la sola esclusione di alcune autorimesse di proprietà privata.

Mentre la Fondazione si occupa delle attività museali e di quanto ad esse collegato (scuole di disegno, attività didattiche per studenti, collaborazione in studi e ricerche artistici, visite guidate, mostre), la gestione delle attività musicali (scuole, concerti, studi), fotografia e storia contemporanea, è curata dalla Associazione di promozione sociale Luigi Tadini ETS.

Per saperne di più abbiamo posto alcune domande a Roberto Forcella, presidente della Fondazione.

Presidente Forcella, l’Accademia Tadini è una istituzione sufficientemente conosciuta?

Se ci riferiamo al mondo dei musei, certamente è ben conosciuta, non solo perché siamo ufficialmente registrati tra i musei nazionali, ma per le attività che vengono svolte. Mi riferisco alla nostra presenza attiva nella rete dei musei dell’800 lombardo dove siamo in ottima compagnia con prestigiosi musei ed Accademie, penso ad esempio a Brera, alla Carrara, alla Tosio Martinengo, al Poldi Pezzoli, o al ruolo di coordinatori delle rete PAD (percorsi archeologici diffusi in bergamasca tra i siti archeologici di Lovere, Casazza, Parre, Sovere e Predore). Siamo attivi con scambi culturali e prestiti per mostre di interesse nazionale e internazionale. 

Se invece parliamo di comunicazione agli utenti, qui siamo in oggettive difficoltà soprattutto nell’informare un ampio numero di persone sulle molte iniziative che vengono annualmente programmate. Abbiamo il nostro sito internet che teniamo costantemente aggiornato e dove registriamo buoni contatti, utilizziamo i social, ma obiettivamente disponiamo di scarsi mezzi per poter sostenere una comunicazione efficace come vorremmo”.

SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 19 NOVEMBRE