L’INTERVISTA ALL’EX SINDACO – Mario Sigismondi e la sua Trescore di ieri… e di oggi “Ero il ‘sindaco dei bar’. Per parlare con me non c’era bisogno di chiedere l’appuntamento, bastava fermarmi per strada o al bar e io ascoltavo il cittadino”

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Piazza Dante in un’umida mattina di fine novembre. Dal campanile arrivano alcuni rintocchi di campana. Sono le 9, ma lì vicino c’è qualcuno che è sveglio già dalle 5 e mezza.

La giornata di Mario Sigismondi comincia infatti presto. Lui, già sindaco di Trescore Balneario dal 1995 al 2004, ci accoglie nel suo appartamento che guarda sulla piazza.

Sì, comincio dicendo ‘ol pater’ e poi leggo i giornali. Mi è sempre piaciuto leggere, tenermi informato. Preferisco i giornali cartacei, ma li leggo anche in forma digitale; guardo invece poco la televisione, perché i telegiornali dicono tutti le stesse cose…”.

L’appartamento è piccolo ma accogliente, sulle pareti ci sono centinaia di libri. Molti di questi li ha scritti proprio lui. Quanti ne ha scritti?

Ho perso il conto – sorride – dovrebbero essere 43 o 45. Ho ancora tanto da lavorare, sono sempre impegnato in ricerche storiche che mi appassionano. Da quando sono in pensione (un po’ di anni sono passati, perché adesso ne ho 81) la passione è più comoda, diciamo così, perché ho tempo da dedicarle; quando lavoravo, invece, dovevo stare in piedi fino a tardi per leggere e scrivere, ma allora ero giovane. Anche adesso, però, sono sempre pieno di lavoro da fare: oltre a scrivere ai giornali e collaborare al notiziario parrocchiale, mi dedico alle ricerche storiche, soprattutto legate a Trescore e alla Val Cavallina”.

 

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