L’Europa incrementi gli sforzi per prevenire i rischi di dissesto idrogeologico

di Gianna Gancia

Eurodeputata Gruppo ID

Nell’ultima estate tutta la provincia di Bergamo, ma in particolare le sue splendide valli, sono state flagellate dal maltempo, da rovesci fino a qualche anno fa rarissimi e adesso purtroppo altamente frequenti, che hanno provocato gravi danni a strade, gallerie, abitazioni, imprese e colture.

Un fenomeno che si ripete con preoccupante regolarità, in tutto il Nord Italia e non solo, e che richiede per questo adeguati interventi preventivi di messa in sicurezza dei nostri territori,

Proprio per questo nei giorni scorsi ho presentato alla Commissione Europea un’interrogazione che riguarda questo argomento sensibile così per l’intero territorio del nostro Paese e che tocca da vicino anche la provincia di Bergamo.

Il tema è infatti attuale e importante: la necessità di incrementare gli sforzi di prevenzione nel contesto del dissesto idrogeologico.

Ogni anno, infatti, dobbiamo fare i conti con i sempre più numerosi episodi di frane, allagamenti e disastri provocati dal maltempo. L’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha calcolato che il 16,6% del territorio italiano è classificabile come area ad alta criticità idrogeologica e comprende un’area che interessa ben 7.275 Comuni.

I disastri naturali di carattere idrogeologico sono in continuo aumento e rappresentano una grave minaccia per le comunità locali in termini sia economici che sociali, nonché per l’Unione Europea nel suo complesso in quanto possiedono il potenziale di minarne la spinta verso lo sviluppo sostenibile.

Per garantire la sicurezza dei territori è fondamentale riconoscere l’importanza degli investimenti in misure di prevenzione che, da un punto di vista economico, presentano costi mediamente inferiori di sette volte rispetto ai danni provocati dai fenomeni di dissesto idrogeologico.

Il Parlamento Europeo si è già mosso esprimendo la necessità di rafforzare gli investimenti di prevenzione delle catastrofi dovute al dissesto idrogeologico nel quadro del meccanismo unionale di protezione civile.

Diventa a questo punto inderogabile per la Commissione Europea riconoscere la necessità di rafforzare gli sforzi a sostegno dell’Italia e degli altri Stati Membri nelle iniziative di valutazione del rischio idrogeologico e conseguente pianificazione, nonché sostenere lo scambio di buone pratiche tra i Paesi dell’Unione. Questo sarà possibile solo se nel prossimo bilancio pluriennale verranno inserite nuove risorse per il meccanismo di protezione civile dell’UE destinate alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Le autorità politiche del Vecchio Continente devono saper dare una risposta concreta ad un problema che, anno dopo anno, sta toccando da vicino i cittadini europei, specialmente quelli che vivono in zone particolarmente fragili.

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