LETTERA/2 – Motocross: la “civile convivenza” senza regole è pura illusione

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Spettabile Redazione.

Desidero intervenire circa la diatriba comparsa il 4 Marzo a pagina 24 della vostra rivista relativamente a: Il presidente del Cer Lombardia: “Chi usa la moto non è un vandalo, quello che è successo a Bossico è una vergogna”.

Per quanto mi riguarda la questione data almeno 20 anni. Già capitava allora che utenti il Motocross se ne infischiassero di tutto ciò che il Signor Davide Rota sostiene ed auspica. A me è capitato più volte, e parlo del territorio di Songavazzo località Falecchio, che veri e propri “pirati” di questo sport utilizzassero sentieri e percorsi sterrati adibiti al transito veicolare riservato alle abitazioni dei residenti di quella località come se fossero padroni indiscussi del territorio ritenendo di poter esercitare la loro “passione” a prescindere dalle esigenze di chicchessia. Se è vero che questo sport non è illegale e che nel territorio bergamasco è persino una tradizione che ha dato lustro all’Italia avendo “sfornato” campioni di livello mondiale, lo è altrettanto che i percorsi agro-pastorali sono anche patrimonio di coloro che hanno diritto di usufruirne in totale Sicurezza. All’epoca, avendo subìto il rischio di essere bersagliato da sassi scagliati come veri e propri proiettili dalle ruote posteriori dei loro veicoli spinti ad alta velocità ed a volte utilizzati deliberatamente per creare panico finalizzato ad “accaparrarsi” il territorio, ho cercato INUTILMENTE di ottenere che i Comuni, insieme alla rappresentanza degli utenti questo sport, regolamentassero i percorsi. Infatti, se ogni Comune concordasse insieme alla rappresentanza di coloro che praticano questo sport, percorsi, magari collegati, in modo che gli escursionisti siano consci che percorrendoli potrebbero incorrere in un potenziale pericolo, il problema potrebbe essere risolto. 

Non può, il signor Davide Rota, appellarsi infatti a che anche “per la strada asfaltata il motociclista potrebbe chiedere di avere una corsia dedicata, così come le auto o gli autobus o le bici e i monopattini” in quanto stiamo parlando di PEDONI, ai quali, le disposizioni vigenti sui percorsi asfaltati riservano percorsi dedicati (marciapiedi) ed addirittura attraversamenti (strisce pedonali) proprio perché considerati utenti più fragili e più esposti ad investimenti. Nonostante ciò, le cronache quotidiane, ci documentano arrotamenti e morti sia sui marciapiedi che sulle strisce pedonali!…

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