LEFFE – INTERVENTO – “Albinoleffe, unica squadra di Lega Pro ad avere uno stadio di proprietà: comincia una nuova sfida”

La “favola” Albinoleffe raccontava negli anni 2003/2011 il suo luminoso percorso in Serie B, culminato in un leggendario spareggio per la promozione in Serie A. Era un calcio legato ad un mondo non ancora mistificato dalla sofistificazione della tecnologia, dall’emergere dei flussi migratori, da un’economia che iniziava a dare segnali di recessione. La stessa “favola” finì per levarsi quel velo di mistero, d’incanto, di consenso popolare per ridimensionarsi in un angolo esistenziale. Una sorta di anonimato in parte causato dalle angustie dei personalismi e delle contrapposizioni ed in parte gestito con superficiale semplificazione. Le due retrocessioni in Serie D e i conseguenti ripescaggi in Serie C hanno insegnato che “il fare calcio” non equivale soltanto a capacità di spesa, nè significa vincolarsi a schemi ideologici e strategici improvvisati. Di sovente inefficaci, labili, improduttivi. La stessa Lega Pro ha da tempo coltivato l’avvincente ma non convincente, forse controproducente politica dei minutaggi e dei connessi incentivi. A favore di una qualunquistica spinta giovanilistica che esalta il dato anagrafico ma comprime la capacità e riduce lo spazio alla qualità. Si è via via prodotto un impoverimento della categoria oggi praticamente emarginata dai tavoli federali e mediatici in virtù di un tratto identitario populista-assistenzialista più che popolare e produttivo. Il precetto della “territorialità” tanto declamata quanto vaga è più aderente e confacente con il calcio dilettantistico del quale sono riemerse apprezzabili campanilismi e tradizioni. Status e stile categoriale in antitesi al calcio professionistico che, per definizione, attiene all’ambito d’impresa, a retribuzioni, contribuzioni, fiscalità. La pandemia, non completamente debellata, costringerà a mutamenti sociali, stili di vita, ripensamenti di ordine etico ed economico. Anche il calcio professionistico, giunto al culmine di un colpevole squilibrio e di un gigantismo nichilista, dovrà riformarsi e ridimensionarsi per la propria sostenibilità compatibile con i più alti valori tecnici e dirigenziali. In un clima di incertezze, di epocale transizione, dove cerca spazio una politica dei partiti zoppicante e mendace, dove c’è da ricostruire un umanesimo il  Presidente dell’Albinoleffe G.F. Andreoletti ha voluto con impari coraggio e una buona dose di temerarietà sfidare l’ignoto e percorrere una strada controcorrente, visionaria ma non per questo da deprezzare..

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