LEFFE – Da Leffe al Festival del Cinema di Venezia passando per Berlino. La storia di Paolo, ingegnere del suono: “A Berlino ho fatto anche il lavapiatti”

C’era una volta, troppo poco tempo fa, chi definiva i ragazzi italiani dei “bamboccioni”.

La storia che vi racconto oggi è quella di un ragazzo che potrebbe essere definito “l’antibamboccione” da manuale. Forse un “cervello in fuga”? No, meglio una mente esplorativa che proprio non vede i confini in un mondo che è di chi lo abita indipendentemente da dove proviene. Una bella storia che dà speranza, che racconta come non sia così importante il denaro per fare di te ciò che sogni ma piuttosto serve il coraggio di provarci.

Lui è Paolo Capponi, classe 1994, padre di Leffe e mamma equadoriana, di Quito. “Sono nato e cresciuto a Leffe. Ora sono un musicista, un ingegnere del suono e insegnante di ukulele (una chitarra in miniatura di origine hawaiana). A vent’anni, a seguito di più o meno tristi esperienze lavorative nella decadente industria tessile bergamasca, ho deciso di… SU ARABERARA IN EDICOLA DAL 12 OTTOBRE