Le valli e il lago ripartono, le eccellenze del territorio faranno ancora la differenza

Gianna Gancia* (Europarlamentare del Gruppo Identità e Democrazia)

Si riparte. E anche il turismo prova a farlo. Con la consueta voglia di ricominciare tipica dei bergamaschi, quella voglia che ha portato il lago d’Iseo e le valli, Presolana in testa, a diventare il punto di riferimento del turismo della Lombardia.

È ormai chiaro a tutti che il settore del turismo è tra i settori più duramente colpiti dalle misure restrittive prese in risposta all’emergenza coronavirus e dalla realtà pandemica stessa.

Tuttavia, per i luoghi come ad esempio la valle Brembana, in particolar modo per i Comuni sopra la “Goggia”, si prospetta un incoraggiante afflusso turistico che durante le vacanze estive poggerà sulle seconde case. Una prospettiva che promette sollievo soprattutto per le attività commerciali come bar, negozi di vicinato e servizi escursionistici.

Purtroppo, questa opportunità non si tradurrà in beneficio per albergatori e attività ricettive che risentiranno quasi certamente in modo più acuto la crisi.

Per questa ragione comprendere la peculiarità del settore sarà di fondamentale importanza al fine di utilizzare al meglio le risorse che il Governo riuscirà a stanziare. È perciò auspicabile che gli interventi siano specifici e mirati, senza che il turismo venga trattato come un contenitore monocromatico.

L’eterogeneità orografica e culturale è patrimonio di queste valli, ricca di eccellenze riconosciute e stimate a livello mondiale: dai Formaggi Principi delle Orobie, passando per la scarola di Bergamo fino al moscato di Scanzo. Tutte queste storie, cariche di lavoro e tradizione, portano con sé strutture produttive e filiere di distribuzione che vanno salvaguardate e rilanciate.

Dal punto di vista economico non si potrà prescindere da contributi a fondo perduto perché è impensabile e inaccettabile che le aziende debbano indebitarsi per salvare la propria attività a causa di una crisi causata da fattori esterni.

In tal senso sarà importante che l’Italia si presenti con forza ai tavoli europei per la stesura del Fondo per la Ripresa: dobbiamo garantire che parte di questo fondo venga destinato alla sovvenzione diretta delle imprese più colpite, tra cui naturalmente quelle turistiche.

Sotto il profilo logistico, penso alla creazione di corridoi verdi all’interno dell’area Schengen: chi viaggia all’interno dei confini dell’Unione deve veder garantite, allo stesso tempo, la propria libertà e la propria sicurezza.

Intanto il lago d’Iseo è già ripartito, Lovere e Sarnico, i due riferimenti turistici del lago sono pronti, le associazioni e le amministrazioni si stanno dando fare in sinergia e noi cercheremo di essere con loro. La stessa voglia si respira nelle valli, dalla Val Seriana alla Val di Scalve con la Presolana che fa da guscio e sogno per continuare a volare alto e dei prodotti che ancora una volta possono fare la differenza come la formagella scalvina che si è aggiudicata per anni importanti premi internazionali e gli ‘scarpinocc’ di Parre.

E poi il lago di Endine in val Cavallina un’altra perla lacustre che ogni anno richiama turisti da tutta Europa. Si riparte davvero.  Ancora una volta la provincia Bergamasca può farsi portatrice di un modello turistico replicabile su scala nazionale: la montagna e il lago, in virtù dei suoi ampi spazi naturali, garantisce il rispetto della distanza di sicurezza necessaria nella nuova situazione di convivenza con il virus.  “Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”. (José Saramago)

*Europarlamentare