PREMOLO Il 4 luglio la sentenza per Laura Mapelli

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Pare proprio che qui nessuno abbia voglia di parlarne, come fosse una vicenda da concludere il prima possibile, affidando alla Giustizia il compito di dire l’ultima parola sperando che sia, appunto, una parola “giusta”. In che senso giusta? “Nel senso che se Laura è co lpevole paghi, e se non lo è la si lasci in pace” – tira via l’anziana signora di ritorno dalla spesa, aggiungendo che lei non ha nient’altro da dire.

E non sembra la sola. Anche le signore in attesa nell’ufficio della Posta non sono molto eloquenti in proposito. “Come andrà a finire? – mi risponde la più anziana – glielo dico se mette via la macchina fotografica e mi promette di non fare nomi! Andrà a finire che gli avvocati troveranno qualche inghippo e lei se la caverà con poco, perché adesso anche i giudici, purtroppo, non sono più quelli di una volta…”…

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