LA STORIA – GIORNATA DELLA MEMORIA – Ultimo indirizzo conosciuto: Auschwitz. Storie di ebrei prima spostati come pacchi postali poi o in fuga o catturati per essere inviati alle camere a gas. Per gentile concessione dell’autore pubblichiamo alcuni brani del volume “Ricordate che questo è stato – ebrei internati liberi a Clusone 1941-1945”.

(…) Il 13 settembre del ‘41 con il foglio di via obbligatorio del direttore del campo di Ferramonti, con pochi bagagli e con altrettanto scarsi mezzi di sussistenza arrivò a Clusone la prima famiglia composta dai coniugi Marco Krys e Giuseppina Weinberger, rispettivamente di 64 e 63 anni. Marco veniva da Lwow ossia Lublino in Polonia, una città dal 1918 sotto la sovranità polacca poi occupata nel ‘39 dalle orde del Reich.

Nei due ghetti della città vivevano 35 mila ebrei ed i tedeschi vi costruirono un campo di sterminio: quando nel ‘44 arrivarono i russi non c’era più nessun ebreo a Lublino.

Marco era fuggito in Austria, dove aveva sposato Giuseppina; poi riprese la fuga verso l’Italia a Merano, e qui fece il segretario d’albergo quindi nel ‘39 a Brescia. Arrestato nel ‘40 fu inviato a Ferramonti dove rimase fino al 10 settembre per poi giungere a Clusone, dove trovò un alloggio di fortuna in via Querena 11. Con i coniugi Krys arrivarono, sempre da Ferramonti, Berthold Kron e la moglie Bianca Bleuer; lei era ungherese di 55 anni e lui, di 57 anni, proveniva da Berezhany, nella Polonia Orientale, oggi Ucraina, sede di una grande comunità di 12 mila ebrei tutti scomparsi dopo il ‘41 in gran parte deportati, tranne quelli salvati dalla fuga. I Kron erano emigrati presto in Italia già nel 1935 e nel 1940 furono internati nel sud Italia. A Clusone alloggiarono in via Umberto I, oggi via Mazzini.

Il 28 dello stesso mese giunse un altro Kron, Eugenio, con la moglie Maria Feldmann, entrambi di 57 anni, e con la suocera Adele Lindner. Erano originari della regione di Kosice, provenienti da Sobrance, una città ungherese nel 1918 poi cecoslovacca e poi ancora ungherese fino all’occupazione nazista del ‘44, quando gli ebrei ancora presenti furono deportati a Auschwitz.

Eugenio Kron era un pittore ed incisore di valore. Dopo aver fatto parte della scuola neo-espressionista e futurista di Kosice era emigrato nel 1928 in Italia: le sue opere sono presenti in alcuni importanti musei italiani.

Arrestato nel 1940 a Milano fu inviato a Ferramonti dove sposò Maria Feldmann internata con la madre. A Clusone furono alloggiati in via Cifrondi e poi si spostarono alla “Palazzina” in via S. Marco sulla strada per Villa d’Ogna.

Il 5 ottobre arrivò Israel Szafran con la moglie Lilly Bratspiess, lei di 2 anni, lui di 24, medico veterinario. Era venuto da Lwow in Polonia, concittadino di Marco Krys; fuggito in Italia già dal 1937, aveva frequentato l’università di Pisa. Internato nel ‘40 a Ferramonti, aveva sposato Lilly, anche lei polacca di Bielsko, nella regione della Slesia, annessa al Reich nel 1938 con la conseguente cancellazione della consistente presenza ebraica ivi residente…

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