LA STORIA/1 – PONTE SELVA Andreina e Innocente, 90 e 92 anni, insieme da 62. “Il nostro amore più forte di tutto, i sacrifici, la povertà, il lavoro…”

Da ragazza Andreina Gualeni,  classe 1929, lavorava allo stabilimento tessile “Pozzi” di Ponte Selva, che insieme alla “De Angeli Frua” di Ponte Nossa occupava una quantità imponente di manodopera femminile proveniente non solo dai paesi dei dintorni ma anche da zone più lontane: “Io venivo da Sellere in bicicletta con mia sorella Luigina, e mi fermavo per tutta la settimana nel convitto delle Suore”. E’ così che conosce Innocente Palamini, di Parre, classe 1927, e comincia a “smorosàre” con lui tra le prese in giro delle compagne le quali, sapendo che il suo fidanzato viene da una famiglia contadina, le predicono un triste futuro di “pa e strachì”

Ma Innocente non fa solo il contadino nella cascina di famiglia del “Ròcol”: quando mette su famiglia trova lavoro all’AMMI di Ponte Nossa, dove lavorerà per trent’anni. Ma tanti anni di lavoro all’AMMI e la salute di ferro di cui ancora gode, non erano incompatibili, ai tempi? “Eh sì, i miei coetanei che lavoravano là dentro non ci sono più da tempo, chi lavora all’AMMI non diventa vecchio, si diceva, e lo si diceva a ragione perché si era sempre a contatto con acidi e sostanze chimiche pericolose – dice Innocente – ma io ho sempre usato la maschera che la ditta ci forniva, mentre tanti dei miei compagni non lo facevano perché la ritenevano una cosa inutile, un aggeggio che appesantiva e rallentava i movimenti…”.

Quando si sposa, nel 1957, la nuova coppia va ad abitare in contrada Spinét: solo alcune stanze, nessuno degli elettrodomestici cui oggi siamo abituati e un selciato che mette a dura prova le scarpette col tacco della giovane sposa abituata, da ragazza, a strade decisamente meno scomode. Ma i due non si perdono d’animo, e lavorano sodo perché progettano una nuova casa, quella che abitano tuttora in via Alben, più grande e accogliente e più adatta a far crescere i tre figli che arrivano via via: Ivan, Giuseppe e Mariella.

SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 8 FEBBRAIO