LA CALDA ESTATE DEI SINDACI A FINE MANDATO – VILMINORE – Pietro Orrù: “Mia moglie conosciuta per caso. La mia mamma: il mio faro… Le 3 S: Siculo, Sardo e Scalvino”. “L’orto mi rilassa. Battiato il mio cantante preferito”

Il mare non mi piace. Sto troppo bene qui, però le mie bimbe e mia moglie ci vanno, eccome se ci vanno”. Pietro Orrù, che però qui tutti chiamano Peter (pronuncia Pìter) racconta il suo ultimo agosto da primo cittadino (almeno per quel che riguarda il primo mandato, poi si vedrà), uno spaccato di vacanza di vita che ti mette davanti la foto senza filtri di un uomo e non più di un sindaco, e in fondo è quello che vogliamo fare con questa intervista: “Mio nonno era sardo, di Abbassante, Oristano, Sardegna, e io in viaggio di nozze sono stato lì, mia nonna invece è di Marsala, Sicilia, e infatti la mia nonna diceva sempre che avevo le tre S: Sardo, Siculo e Scalvino”. Peter sorride: “Mio papà aveva vinto il concorso da Maestro e così è stato mandato in Val di Scalve, era il 1983, si è sposato nel 1985 con mia mamma Dina che di cognome faceva Romelli, uno dei cognomi storici della Val di Scalve, e io sono nato il 26 maggio del 1986”.

E papà cosa dice? “E’ orgoglioso, mia madre invece 10 anni fa, quando mi sono candidato, non era molto convinta, per lei io sono rimasto sempre il suo Peterino, ingenuo e piccolo”.

Eletto sindaco a 30 anni, prima esperienza a 25 anni contro Guido Giudici: “Che mi ha preso sotto la sua ala e mi ha insegnato davvero tanto”.

Hai ancora parenti in Sicilia? “Mia nonna e mio zio che dirige il giornale di Marsala, un quotidiano free press”. Nonni siculi e sardi eppure il mare non ti piace: “Non è che non mi piace, preferisco la montagna, al mare non riesco a stare sdraiato per più di 20 secondi al sole, ma le mie bimbe e mia moglie ci vanno ogni anno”.

Sai cucinare? “Certo, un po’ di tutto”, il tuo piatto preferito? “Spaghetti numero 3 con pomodoro e basilico, 100 grammi”.

Curi molto il fisico? “Non faccio nessuno sport, niente di niente, diciamo che magari non esagero nel cibo, ma non faccio molto per tenermi in forma, sono così e va bene così”.

Che profumo usi? “Sempre lo stesso”. Quanti anni hanno le tue bambine? “4 e 3. Dina Ines e Rosa Margherita. Dina era il nome di mia mamma, Ines quello della mia prozia, e poi Rosa nonna materna e Margherita era il nome di battesimo di mia nonna ‘Pipetti’. Io sono cresciuto dalle mie zie, a Pont, cantavano in chiesa, avevano le mucche, insomma, una vita piena di tutto e io di loro conservo un bellissimo ricordo”.

Che papà sei? “Mi preoccupo, ma meno di mia moglie, sono un papà affettuoso, troppo assente, me ne rendo conto, ma come dice Dina ‘il papà deve lavorare per portare a casa i soldini che poi io metto nel salvadanaio’. Solo con le mie bimbe sono davvero me stesso, cosa che il mondo di oggi non ti permette sempre di esserlo, con loro gioco, mi sento in pace”.

Ti aspettavi fosse così fare il sindaco? “Se intendi come competenze sì, dal punto di vista personale invece è davvero molto più pesante di quello che pensavo. Nei paesi piccoli ci si conosce tutti e così capita anche che ti chiamano in piena notte per un problema e poi con i social non c’è più una vita privata, anni fa fare il sindaco era diverso, c’era comunque un filtro, ora non più”. Usi i social? “Si, ormai non se ne piò più fare a meno ma li vedo come un mezzo, non per parlare di me ma per utilizzarli per far sapere le cose del Comune”.

Scuole: “Geometra a Darfo, architettura a Padova mentre lavoravo e poi ingegneria civile”.

Perché a Padova? “Quando ho finito le scuole superiori, a 19 anni, il giorno dopo ho cominciato a lavorare, poi a fine agosto ricordo che mia madre è venuta da me e mi ha detto ‘domani andiamo a Padova, ti ho iscritto all’università’, siamo partiti sulla sua Multipla, mia madre era cosi, una sorta di generale buono. Non vivevo a Padova, andavo a dare gli esami, ho sempre lavorato e ci ho messo 7 anni a laurearmi, all’inizio non andavo troppo ‘veloce’, poi però quando mia madre è morta, il 1 gennaio 2013, a 53 anni per un tumore al seno, mi sono messo sotto, glielo avevo promesso e a settembre del 2013 mi sono laureato. Un’emozione forte. Perché era per lei. E poi ho preso anche la laurea in ingegneria civile, mi hanno tenuti validi parecchi esami di architettura. E poi l’esame di Stato”. …

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