Università: ma quanto mi costi!

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    Agosto sui libri per migliaia di ragazzi bergamaschi, test d’ingresso all’università dietro l’angolo e fumi di soldi da versare per libri, tasse, viaggi e magari qualche ripetizione. Facciamo i conti in tasca a chi si appresta fra pochi giorni a trasferirsi nelle grandi città per studiare. In base ai dati raccolti da un Centro, sul totale delle compravendite immobiliari effettuate dall’inizio dell’anno, la percentuale di coloro che acquistano un immobile per investimento è pari al 14% del totale. Oltre il 50% di suddetti investimenti è finalizzato all’affitto a studenti universitari. Da questa tendenza nazionale, gli studenti universitari fuori sede si trovano a fronteggiare una situazione differenziata, che sul fronte dei prezzi rende poco significativo fornire sintesi a livello nazionale. Il dato infatti varia in funzione del costo della vita, tipicamente più elevato nelle città del Centro–Nord. Analizzando le tipologie ricercate (stanze/posti letto), emergono considerazioni qualitative omogenee per tutte le città universitarie da parte degli operatori del Centro che ha studiato il fenomeno. Soprattutto nei piccoli centri viene prediletto il centro storico, dove gli immobili sono tipicamente da ristrutturare e senza ascensore, le cui condizioni sono spesso modeste. Quest’ultima caratteristica sembra essere il comune denominatore delle abitazioni studentesche di tutta Italia, che in taluni casi possono essere molto mediocri.

    Andrea A. è uno studente dell’Alto Sebino, classe 1987, università a Milano, facoltà di biotecnologia medica, terzo anno: “Quanto costa un mese a Milano per uno studente? Circa 800 euro”. Facciamo qualche conto: “Io divido una stanza a Lambrate con un ragazzo, spendo 350 euro al mese. Ho amici che spendono anche 600 euro. Dipende dalla zona. Io frequentando l’università a Citta Studi, quindi vicino a Lambrate sono comunque comodo così”. Poi ci sono i mezzi pubblici: “Diciassette euro al mese l’abbonamento”. Libri? “Io adesso li prendo in prestito all’ISU (Istituto Superiore Universitario), non sempre però li trovo, se si comprano si spendono circa 150 euro per esame”. Tasse universitarie: “La prima rata è di 680 euro e poi la seconda va in base al reddito. Se non si presenta la dichiarazione ti applicano il massimo che sono 2.700 euro”. Pranzo: “Io ho il tesserino mensa che va in base al reddito, la prima fascia costa 2,70 euro, la seconda 3,50, la terza 4 e la quarta prezzo pieno”. Cosa comprende? “Primo, secondo, contorno, yogurt o frutta, l’acqua è fuori”. E chi non ha il tesserino? “Ci si arrangia nei bar, un panino costa in media 3,50 euro, un’insalata 4,50, una bibita in lattina 2,5, oppure si risparmia al panificio, con circa 3 euro ti compri un trancio di pizza abbastanza grande”. E poi bisogna anche divertirsi: “Eh già. Teniamo d’occhio le serate. Come studenti al giovedì abbiamo la riduzione nei cinema, ce la caviamo con 4 euro al posto di 8. Se si va in pizzeria si spende circa 12,

    13 euro a testa, per la discoteca dai 10 ai 15 euro d’entrata, dipende dove si va”. E poi c’è la spesa: “Circa 20 euro a settimana”. Bollette: “Luce e gas, qui dipende dalla stagione ma ci sono sempre”. Andrea lavora: “Sì, in un call center e riesco un po’ ad ammortizzare le spese, non tutto chiaramente. Però ne vale la pena, io a Milano ci starei sempre, adesso sono a casa, nell’Alto Sebino a fare le vacanze, mi trovo bene, ci sono nato e cresciuto però a Milano c’è tutto, se vuoi fare una cosa la fai, se devi comprare qualcosa basta scendere sotto casa, ci sono mille opportunità, qui no”. Quanto studi al giorno? “Sotto esame tutto il giorno ma mai dopo cena, altrimenti diversifico tra mattina e pomeriggio”. Cosa vorresti fare una volta laureato? “Vorrei lavorare nel campo della procreazione assistita ma in Italia lo spazio non è molto però vorrei rimanere qui, provare a lavorare nel mio paese, non andare all’estero. Certo, se non dovesse esserci spazio andrei all’estero ma prima proverò in tutti i modi a starmene in Italia”. Le città più costose Le città più care risultano Milano e Roma. Una stanza per studenti nella capitale va da un prezzo medio minimo di 310 euro a 480 euro, mentre a Milano da un minimo di 325 euro a 550 euro. Rileviamo una maggiore variazione dei prezzi a Roma, in particolar modo dei valori massimi, laddove a Milano si evidenziano livelli medi di prezzo più elevati, che rendono poco accessibile la città agli studenti. Seguono poi Firenze e Bologna, con un livello di prezzo medio rispettivamente di 335 e 312 euro a stanza. Considerando però anche il costo per un posto letto, Firenze scivola ai livelli intermedi della classifica, lasciando il gradino più basso del podio a Bologna. Nel capoluogo emiliano il costo medio di un posto letto è paragonabile ai prezzi in uso a Milano e Roma, con un differenziale rilevante rispetto a tutte le altre città universitarie considerate. La città del Meridione che risulta più cara è Catania, seguita da Salerno e Messina, Cagliari e Palermo, dove per una stanza si spendono in media 200 euro nella prima e 175 a Palermo . A Catania le quotazioni per una stanza arrivano a 500 euro, mentre a Palermo si arriva al massimo a 400 euro. Le città infine con costi di affitto minori risultano Napoli e Bari, dove per una stanza si pagano da 138 a 188 euro nella prima e tra i 110 e 190 euro a Bari. Il primato delle zone più care va dunque a pari merito a Milano e Roma, che vantano in Italia i maggiori atenei pubblici e privati. Proprio in prossimità degli atenei privati si rilevano prezzi particolarmente proibitivi. Il primato spetta alla zona Navigli di Milano, da dove è possibile raggiungere agevolmente lo IULM, la Bocconi e l’Università Cattolica. Per l’affitto di una stanza singola si arrivano a spendere anche 700 euro al mese. In questo caso però, oltre alla posizione, sono messi a disposizione tutti i confort, tra cui aria condizionata e connessione a banda larga, a cui evidentemente qualche studente non può rinunciare. A Roma si evidenzia una situazione molto simile nei pressi della LUISS (quindi zona Trieste – Nomentana – Bologna) In questo caso le punte massime sono leggermente più contenute, arrivando a sforare i 650 euro per una camera singola e 400 per un posto letto in una doppia. Un po’ più moderati i prezzi nelle altre zone, che in media vengono calmieriati dal bacino di Tor Vergata. Non mancano però eccezioni: a San Lorenzo e piazza Bologna rileviamo le quotazioni massime, con 650-600 euro/ mese per l’affitto di una stanza e 400 euro/mese per un posto letto.

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