Savino Pezzotta: Berlusconi è stato eletto per governare. Allora governi (se ci riesce)

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    Savino Pezzotta va di fretta, giorni frenetici per il Centro o per quello che dovrebbe essere il nuovo Centro, tirato per la giacca un po’ da tutti, soprattutto dal centro destra per riuscire ad annettere qualche parlamentare. Ma Pezzotta ha in testa altro, e allora proviamo a vedere cosa è questo altro. Cominciamo. Nasce, si sviluppa o resta soffocato nella cuna il nuovo centro di gravità permanente politico? “Noi stiamo andando avanti e andremo avanti e quindi non vedo perché dovremmo essere soffocati nella culla, certo, tutte le costruzioni richiedono tempo ma siamo sulla buona strada”. Quando parli di ‘noi’ ti riferisci all’UDC. “Mi riferisco a tutti quelli che si sono messi in campo per costruire il centro”. I due poli dicono che il Centro non si può fare, tu dici il contrario. “I due poli dovrebbero avere l’onestà intellettuale di dire che non funzionano. Il Centro secondo loro doveva scomparire, ma dopo tre elezioni che abbiamo corso, siamo vivi e vegeti, anzi, non siamo verso la scomparsa ma verso l’affermazione”. Intanto vi tirano la giacca per comprare o meglio annettere parlamentari… “Ma non credo proprio che ce la faranno”. Nessuna annessione quindi? “Impossibile, non ci hanno annesso in questi anni di fatica, non ce la faranno ora e poi lo spazio c’è, nel bipolarismo c’è un astensionismo così alto che mi fa sperare che ci sia spazio per il centro”. Torno alla discussione sul centro. Vi accusano di voler fare la nuova area di centro per sviluppare la politica dei due forni: “In realtà la sviluppano loro, perché un giorno mandano un messaggio a noi, un giorno dopo a Di Pietro… gli altri sono sottoposti al governo della Lega, noi invece siamo andati avanti con coerenza, certo che facciamo alleanze diverse, dipende dai programmi, dalle persone, dipende dai bisogni, noi siamo oggettivamente degli autonomisti per quanto riguarda il locale, o federalisti, chiamali come vuoi”. Siete però in tanti, Rosa Bianca, Api, Idv, Repubblicani… “Cominciamo a distinguere che fra noi e l’IDV c’è differenza, ma intanto con tutti c’è un processo avviato, fatto da un’aggregazione che dialoga, da un dialogo che abbiamo in corso con le aree più attente e con chi vuole cambiare la legge elettorale, che vuole dare agli elettori la possibilità di scegliere”. Il problema è che essendo così relativamente piccoli non riuscite a condizionare nessuno: “Beh, in economia hanno teorizzato l’utilità marginale, bene, noi siamo l’utilità marginale, non si potrà fare a meno di un’area come la nostra. Se guardiamo con attenzione ai sistemi bipolari europei si nota che convergono verso il centro, è solo in Italia che convergono sulle due aree più distanti ed estreme, l’anomalia quindi è degli altri, non nostra”. Ma se le due anime convergono al centro vi stritolano… “Non lo so, credo invece che dovranno riconoscerla nostra irriducibilità”. Si fa fatica in un momento come questo a parlare di irriducibili, anche per l’anomalia del presidente del Consiglio e della fuoriuscita di qualcuno dei suoi: “Sì ma è la dimostrazione che quello che stiamo dicendo da due anni è vero, e cioè che questo sistema non regge”. Ma non è un problema solo di persone? “No, non è solo quello, è un problema di modello politico”. Anche a sinistra hanno i loro mal di pancia: “Sia l’uno che l’altro schieramento hanno problemi, la sostanza va aldilà delle persone, il problema è nella struttura di questa forma politica”. Sì però intanto la legge elettorale non la cambiano: “Vorrà dire che diventiamo grandi e la cambiamo noi”. Ma per diventare grandi dovete mettere dentro di tutto in quel Centro… “No, abbiamo idee chiare, un’identità defnita e non cambieremo”. Ma nell’UDC, soprattutto al sud, alcuni aderenti hanno minacciato Casini, guai a te se fai alleanze con il centro sinistra: “Ma fa parte della dialettica interna. I problemi all’interno del PDL sono già usciti, nel PD un giorno sì e uno no si parla di qualcuno che non sta bene, è la dialettica che è interna alle forze politiche, ma la differenza fra noi e loro è che noi abbiamo una linea precisa e determinata”. Se tu in questo momento fossi Casini cosa faresti? “Vado avanti su questa strada, quella dell’affermare l’autonomia come in questi mesi abbiamo detto e fatto”. Ma sulla carta siete impotenti, dipendete dagli umori di Berlusconi… “Non credo, non dipendiamo dagli umori di Berlusconi”. Comunque la vostra politica è condizionata da quello che decide lui… “Non è più così, se Berlusconi è agitato per riuscire ad avere un deputato in più qualche problema ce l’ha”. Ma i problemi li ha con altri, non perché li condizionate voi. “Può essere, però noi intanto portiamo avanti cose che tutti ci riconoscono, se vai a rileggerti il discorso di Fini, le cose che dice sono le cose che noi diciamo pacatamente da anni”. Perché la Lega vi odia? “Bisognerebbe chiederlo a loro, noi abbiamo differenze, siamo alternativi al loro modo di fare politica ma non odiamo nessuno”. Non è che ce l’hanno con voi perché vogliono accreditarsi come il nuovo Centro? “Non lo so, non mi sembra se mi guardo attorno e vedo cosa fanno ad Adro e da altre parti, la loro non mi sembra una politica di centro, il centro vuol dire accoglienza, conciliazione, amicizia, cooperare per gli interessi del paese”. E voi questa politica la vedete nel centro e nell’UDC? “Siamo in una fase in cui centro destra e centro sinistra sono stati scardinati, può avere un senso che vi siano forze che hanno dei valori chiari e una proposta chiara ma per il resto è tutto un po’ meticciato, non so se ci sono più cose di destra o di sinistra. Il vecchio schema novecentesco è fnito, bisogna creare qualcosa di nuovo”. Uno scrittore ha scritto ‘chi nega che c’è ancora destra e sinistra è di sicuro uno di destra’. Cosa dici? “Io intanto comincio a dire che noi siamo di ispirazione cristiana, se questa è di centro vuol dire che siamo di centro, noi però non ci caratterizziamo per il luogo in cui siamo” Non ti senti imbarazzato quando la Chiesa sembra privilegiare Berlusconi? “Non ho mai visto la Chiesa privilegiare qualcuno, io comunque faccio politica in modo laico e da cattolico sono attento a quello che dicono i vescovi, li ascolto e traduco le loro proposte politiche ma salvaguardo la mia libertà e responsabilità, io ho una visione laica nel fare politica”. Hai detto che Fini ha detto cose che sembrano vostre, qualche giorno fa stava nascendo un feeling tra Fini e Casini. “Ci sono momenti in cui ci si comprende e altri no, non credo si tratti di feeling, noi non stiamo pensando a fare il terzo polo, ma una forma politica nuova con chi ci sta e con chi non ci sta”. E che cosa sarebbe se non un terzo polo? “È diverso perché noi non prevediamo convergenze da perseguire, ma obiettivi che si vogliono perseguire” Vi portate addosso la maledizione di esser accusati di voler rifare la Dc. “Io dico che bisognerebbe togliere l’idea demoniaca della Dc, la Dc ha avuto una storia, ci sono stati errori, ma è la storia di cattolici che hanno fatto democrazia per tutti, ma quella è una storia chiusa. Noi non guardiamo in modo negativo la storia della Dc ma sappiamo che dobbiamo costruire la nostra storia che è diversa”. Si va alle elezioni, secondo te? “Spero di no perché noi abbiamo fatto una proposta di governo di responsabilità, in questo momento bisogna dare priorità al lavoro, al reddito, alle famiglie e alle piccole imprese che vengono prima degli interessi del singolo partito, è il momento di fare un governo di responsabilità nazionale”. Ma il governo di responsabilità nazionale non lo fanno… “E allora che governino e noi faremo opposizione”. Non volete andare al voto, non è che sperate che risolvano loro i problemi? “Sono stati eletti, in democrazia si rispettano gli elettori. Berlusconi ha il dovere di governare, noi riteniamo che così non ce la faccia, però ci provi”. Non è che volete cuocerli a fuoco lento? “No. Noi facciamo le nostre proposte, siamo stati un’opposizione responsabile, alcune cose le abbiamo votate, altre no, facciamo un’opposizione responsabile, continueremo con questa strategia, prima dell’interesse del partito viene l’interesse della gente”. Gli enti locali sono in braghe di tela, i Comuni non hanno più soldi, si vuole soffocare nella culla l’unico ente che funziona? “Non chiederlo a noi che abbiamo votato contro la manovra economica ma alla Lega, parla tanto di federalismo e territorio e poi vota gli emendamenti che svuotano i Comuni”. Giorni fa c’era un articolo sul Corriere di Piero Ostellino dove dice che politicamente sarebbe ingiusto un governo parlamentare anche se corretto costituzionalmente. “Le regole fno a che non sono cambiate sono quelle in vigore, noi ci stiamo battendo per cambiarle ma intanto è così, quindi non possiamo star qui a parlare di governo parlamentare politicamente scorretto”. Ma non riuscite a cambiare la legge elettorale, PDL e Lega non vogliono: “Sono tante le cose che non si riescono a fare, l’importante è essere caparbi, pian pianino la legge elettorale si cambierà, la nostra idea sta diventando patrimonio di più partiti, ci sono state alcune attenzioni da parte del PD e di alcune forze politiche, qualche cosa si muove. Se si vuol mantenere un sistema che non vuol far partecipare la gente noi insistiamo per il contrario”. Ti interessi ancora alla provincia di Bergamo? Pirovano non fa altro che sbeffeggiare Bettoni che è venuto dalla vostra parte: “Certo che mi interesso ancora, continuano a sbeffeggiarlo ma cosa stanno facendo? Rispetto all’amministrazione precedente non ho visto uno slancio. Il mio è un giudizio negativo che guarda in faccia la realtà”. Cosa succederà da qui a Natale? “Dipende da cosa succede in questi giorni, in questi mesi. Se riesce ad avere la maggioranza ha il dovere di governare, non può pensare di governare solo su affermazioni generiche, poi singolarmente valuteremo”. Nell’Udc c’è sempre una componente della Rosa Bianca? “Sì, siamo dentro in questo processo della formazione di un partito nuovo”. Che si chiamerà? “Partito della Nazione, ma per ora è l’indicazione, la metafora, un partito dentro l’unità nazionale, abbiamo questa idea per i 150 anni dell’unità d’Italia”. Per il resto si va avanti, direzione Centro, senza rischio ammucchiate: “Perché ricordalo, noi siamo gli irriducibili”.

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