I segni della crisi

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    PIZZERIE Pizzerie vuote, pronto pizza pieni: basta pizze nei locali e si risparmia sul coperto e sulla bibita. Pizza d’asporto e poi a casa a mangiarsela, con risparmi anche del 50%. Coperti da 2 a 3 euro a persona e bibite da 2 a 5 euro per le birre medie. Col pizza e vai spesa contenuta a 5-6 euro a pizza.

    EDICOLANTI Calo di vendite per tutti i quotidiani che oscilla tra il 3% e arriva anche al 18% per alcuni quotidiani. Resistono i periodici perché non occorre spendere tutti i giorni. CARITAS In aumento chi si reca alla Caritas a ritirare il pacco ‘viveri’ nei fi ne settimana. Non solo extracomunitari ma anche molti italiani che sino a qualche tempo fa avevano un reddito medio

    FARMACIE Si consumano solo le medicine di cui non si può fare a meno e si cerca di acquistare farmaci simili ma non di “marca” per risparmiare. In calo vertiginoso la vendita di prodotti di bellezza e omeopatic

    CINEMA In aumento la gente che va al cinema al lunedì, martedì mercoledì dove l’ingresso è sceso a 5,50 euro. Le altre sere il costo è di 7 euro e le sale sono vuote

    STEFANO HA LACIATO U SOGNO IN BORSA

    una buona abitudine quella sì. Altrochè. Stefano in palestra ci andava tre sere a settimana, giusto dopo il lavoro in uffi cio, che la vita sedentaria non aiuta i muscoli e nemmeno tonifi ca l’anima. Stefano in busta paga aveva ogni fi ne mese 1.520 euro, 38 anni, una fi – danzata, un’auto di media cilindrata, qualche sera in pizzeria, cinema alla domenica e vacanze due volte l’anno. In ottobre in qualche zona del mondo e in primavera, giusto dopo Pasqua a visitare qualche pezzo d’Italia. Ferragosto a casa, a rilassarsi tra monti e lago. Nessun particolare problema sino a qualche settimana fa. Un appartamento acquistato con un mutuo trentennale e rate da 600 euro al mese, tasso variabile. L’idea di Stefano era questa: coi soldi guadagnati in borsa, a fi ne anno butto dentro diecimila euro per abbassare il mutuo. Stefano era contento così. E invece le azioni di Stefano sono crollate, fondo azionario aggressivo e nessun soldo da parte, il mutuo che schizza e la crisi del tessile che arriva fra capo e collo e lo lascia a piedi. Stefano in pochi mesi si è ritrovato a zero, fa l’impiegato part-time in attesa di cassa integrazione e adesso ha metà stipendio. Niente da fare. Era in cima al mondo, è in fondo al tunnel, tutto in sei mesi. “Della crisi del tessile non ne parla nessuno, e noi sudiamo, fatichiamo e non ce la facciamo più” racconta Stefano mentre ritorna da un pomeriggio in giro a consegnare curriculum a tutti: “Ma proprio a tutti, entro in qualsiasi azienda, non m’interessa quello che fanno e nemmeno quello che mi faranno fare. Ho bisogno di soldi. Il mutuo a tasso variabile è schizzato da 600 a 820 euro al mese, lo stipendio è dimezzato per il part-time e fra poco sparirà perché la mia ditta sta fallendo e il resto se lo sono mangiati i fondi azionari. A 38 anni sono con l’acqua alla gola”. Stefano apre la borsa e mostra il suo curriculum: “E’ umiliante alla mia età girare per uffi ci, sembro un ragazzino di 18 anni, è umiliante tornare a casa e vedere i miei genitori che scuotono la testa. E’ umiliante dover dire agli amici che non esco a cena perché ho il mal di testa e in realtà non ho 50 euro per divertirmi. E’ umiliante pensare di non potermi sposare, fare un fi glio o coltivare anche solo un hobby”. Stefano ha provato a reinventarsi la vita ma mica è facile: “Ho sostituito la palestra con lo jogging, non costa niente e mi permette comunque di sfogarmi, una bella corsa all’aria aperta mi aiuta comunque. Anche se poi quando rientro a casa mi cade il mondo addosso”. Stefano si è preparato una scaletta giornaliera che tiene come fosse un vangelo, da non sgarrare mai: “Mi alzo alle 6,30, anche il sabato, alla domenica sto a letto sino alle 8. Doccia e poi mi metto subito su internet a cercare qualsiasi opportunità di lavoro nel raggio di 50-60 km. Alle 8 vado al lavoro sino alle 12. Rientro a casa, mi faccio una pasta, una volta a settimana una bistecca. Non sgarro mai. Sai quanto costa la carne? Intendo il roastbeef, perché almeno quando la mangio deve essere buona. 18 euro al chilo. Poi frutta presa al mercato e verdura”. E il pomeriggio? “Dopo pranzo vado a correre un’ora. Alle 14,30 rientro e mi rimetto su internet sino alle 15,30. Poi comincio il giro delle aziende sino a sera. Alle 19 casa, riscaldo la pasta del mezzogiorno, ne preparo sempre tanta, oppure una frittata che da energia. E la sera sto in casa. Un fi lm in tv o qualche libro”. Giornali? “Li leggo su internet, non me li posso più permettere. Idem Sky, prima avevo il pacchetto sport e fi lm, l’ho tolto. 40 euro al mese sono troppi. Guardo i canali in chiaro, fanno un sacco di scemate ma almeno le partite più importanti, nazionale o gol li vedo”. Non esci mai? “Tengo d’occhio gli appuntamenti gratis, ce ne sono sempre di più. Vado volentieri a presentazioni di libri, dibattiti, incontri. Non si paga niente e mi faccio una cultura”. Ma così non vedi più gli amici: “Alla mia età non puoi dire a un coetaneo quarantenne che non hai i soldi per uscire, lo puoi fare a 18-20 anni ma non alla mia età. Così mi sono imposto di uscire una volta alla settimana, solitamente il venerdì o la domenica ma solo per la “prima serata”. Nel senso pizza o birra da qualche parte. Ma non giro per locali, troppo costoso”. E il cinema? “Al cinema ci vado una volta al mese ma di lunedì, martedì o mercoledì dove costa 5,50 euro al posto di 7. Con la scusa che nel week-end ci sono i ragazzini convinco qualche amico a venire in quei giorni lì e così bene o male riesco ancora ad avere una vita sociale ma credimi è difficile. E tutto fi nché non ci sono spese impreviste. Qualche settimana fa ho rotto il telefonino, riuscire a comprarne un altro è stato un casino. Ho dovuto guardare mille offerte e alla fi ne ho trovato uno a basso costo ma ho eliminato l’uscita settimanale”. Ma il grosso problema è un altro: “La ragazza. Credi sia facile amare una donna con la quale non puoi nemmeno concederti un week-end o programmare una vita insieme? E se dovessi avere un fi glio cosa faccio? Lo do in prestito? Sento la vita bloccata. Come se ci fosse qualcuno che mi mette un freno a mano, mi blocca e mi attanaglia e io che non posso dire niente fuori e sorridere perché adesso non è più come quando erano giovani i miei genitori ed essere poveri era una normalità condivisa. Adesso è una normalità di cui ci si vergogna, di cui ti fanno vergognare

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